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I tifosi: “Da Mompiano non ci spostiamo”

Gli ultras delle Rondinelle ribadiscono il loro "no" al trasloco di partite e allenamenti del Brescia calcio dal Rigamonti. "Distanza siderale tra società e città".

(red.) Non ci stanno i tifosi del Brescia Calcio a seguire le partite delle Rondinelle lontano dallo stadio Rigamonti.
Dopo le parole del presidente dei biancazzurri Gino Corioni, che ha minacciato di far giocare la squadra lontano da Brescia, a Cremona o a Mantova, per le condizioni dal campo da gioco e della struttura e il duro botta e risposta che ne è seguito con l’assessore comunale allo Sport Massimo Bianchini, ora, al grido “Da Mompiano non ci spostiamo” sono intervenuti anche gli ultras del Brescia 1911 Ex-Curva Nord.
“Sebbene avessimo deciso di “risparmiare” il Presidente
(Gino Corioni, ndr.) negli ultimi scorci del campionato, e questo per una serie di questioni di carattere umano e solidale, dopo le sue inquietanti affermazioni riguardo alla possibilità di giocare le ultime partite lontano dal Rigamonti ci sentiamo in dovere, nonché in diritto, di replicare pubblicamente a tali farneticazioni”.
“Le sue dichiarazioni”, continuano i supporter del Brescia, “oltre a denotare lo scarso rispetto nei confronti di tutti quei tifosi che hanno seguito la Leonessa per tutto l’anno con o senza abbonamento, dimostrano quanto sia decaduta questa società un tempo così gloriosa, rispettata e, soprattutto, rispettosa. Oltretutto”, prosegue la nota dei tifosi, “emerge sempre più evidentemente la lontananza siderale che divide la stessa società dal resto della città/provincia”.
“Siamo stanchi”, scrivono gli ultras biancazzurri, “di pagare il prezzo dell’incoerenza e dell’incapacità di pochi ma, evidentemente, influenti personaggi siti più o meno velatamente all’interno della dirigenza da molti, troppi anni. Siamo stanchi soprattutto di sentire e subire certe provocazioni inutili e dannose per la squadra e per l’intera tifoseria. Siamo stanchi, e vogliamo gridare basta ai capricci di una famiglia che non ha mai rispettato i tifosi (almeno non tutti), ma, al contrario, li ha sempre visti e trattati alla stregua di semplici clienti da spremere, sfruttare e strumentalizzare”.
“Caro Presidente”, è l’appello dei tifosi, “negli ultimi tempi abbiamo cercato di starle vicino il più possibile (e probabilmente l’abbiamo fatto più di altre persone che da lei hanno avuto tanto), ma non possiamo continuare a far finta di niente di fronte a questo scempio. Noi ci battiamo da anni per uno stadio degno della nostra splendida città, e lo faremo sempre, con o senza di lei; ma sappia che non ci presteremo a quello che sempre più persone definiscono un gioco al massacro”.

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