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Rizzi: “Nessuna richiesta di mie dimissioni”

L'assessore regionale passa al contrattacco e smonta le illazioni circolate in queste giorni. "Con Maroni la Lega fallirà? Ho solo detto che Bossi è e rimane il capo".

(red.) Non vuole che le sue parole siano fraintese. Dopo la bufera che si è abbattuta sulla Lega Nord e sulla famiglia Bossi per la presunta gestione “allegra” dei fondi destinati al partito, la fedelissima e “cerchista” Monica Rizzi, bresciana assessore allo Sport in Regione, ha voluto precisare, con una nota, la propria posizione in merito alle notizie uscite in questi giorni e che la dipingono come “ostile” ad una eventuale leadership nel carroccio da parte di Roberto Maroni.
“Non ho mai dichiarato”, scrive Rizzi, “che se dovesse arrivare Maroni, persona che tra l’altro ho apprezzato molte volte ufficialmente per il suo lavoro da ministro, come Segretario Federale o chiunque altro al posto di Umberto Bossi la Lega finirebbe in sei mesi. Ho dichiarato che per me Bossi è la Lega e la Lega è Bossi, e sono convinta che senza di lui il nostro movimento morirebbe in sei mesi. Io sono nata con lui e il suo progetto politico, credo da 23 anni in quello che dice e sono sempre stata fedele al capo e al suo credo”.
Secondo l’assessore regionale le sue dichiarazioni sono state “strumentalizzate” e “manipolate”. “Non voglio assolutamente trovarmi in mezzo alla zizzania creata da qualche giornalista imboccato da un gruppo ben definito di personaggi. Altro che base!”, continua Rizzi, “la base la incontro tutti i giorni negli incontri pubblici, nelle conferenze stampa, ai mercati in treno e al bar ed in questi giorni devo ringraziare quanti mi hanno espresso la loro soddisfazione per aver appreso che il pm di Brescia che seguiva le inchieste infamanti dell’anno scorso nei miei confronti, ha comunicato la chiusura delle stesse al mio avvocato. Denunce”, secondo l’esponenet leghista bresciana, “fondate sul nulla solo per infangare la mia persona e la Lega. Non vorrei che proprio chi parla tanto a sproposito in questi giorni sia coinvolto magari proprio nella costruzione delle citate ex indagini, ma sarà la magistratura a verificarlo vista la controdenuncia dettagliata che mi sto apprestando a depositare”.
Le “voci da corridoio che girano in questi giorni” (che parlavano anche di una possibile cacciata dal Pirellone, ndr.),continua Rizzi, “mi lasciano completamente serena, basta leggere l’odg del federale di oggi per capire che non c’è nessuna richiesta di mie dimissioni. Anche perché credo che abbiano problematiche maggiori da discutere”.
“Nessuno”, ribadisce, “ha mai chiesto le mie dimissioni (peraltro chieste invece dalla segreteria bresciana guidata da Fabio Rolfi con il quale l’assessore ha inscenato un’accesa querelle, ndr.) e ribadisco per l’ennesima volta che le stesse sono già in mano al capo dal 2005 cioè da quando sono stata eletta in consiglio regionale. Dovrei dimettermi per evitare il mal di pancia a qualcuno? Mi pare che nell’inchiesta legata a Belsito stiano uscendo altri nomi legati a cifre e fatti che dovranno essere giustificati”.
“Oppure”, chiosa l’assessore, “la mia grande colpa è quella di aver detto obbedisco alle indicazioni del mio partito facendo un passo indietro ed aiutando Renzo Bossi ad essere eletto? Non dimentichiamo che mi è stato chiesto dalla mia segreteria provinciale! Non si cercano le dimissioni di una persona solo perché è legata e fedele a Umberto Bossi. La Lega”, concude, non si comporta così”.

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