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Capriano, assemblea sul deposito di gas

Un sismologo all'incontro del Comitato che si batte contro il progetto che Edison vorrebbe realizzare nel comune bresciano. "Chi tutela ambiente e cittadini?".

(red.) E’ fissata per giovedì 12 aprile presso la sala “monte Netto” del comune di Capriano del Colle (Brescia), in piazza Mazzini, l’assemblea pubblica promossa dal Comitato Salute e ambiente del paese presieduto da Salvatore Fierro sul progetto “stoccaggio gas naturale Bagnolo Mella” che Edison Stoccaggio spa vorrebbe realizzare nel comune bresciano.
All’incontro è stato invitato Marco Mucciarelli, professore associato di sismologia e geofisica applicata che parlerà dei rischi connessi all’impianto di gas.
Partecipano anche il sindaco di Capriano Claudio Lamberti e i primi cittadini dei comuni limitrofi.
Il Coordinamento, in una lettera inviata ai ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali, dello Sviluppo Economico, agli enti comunali, provinciali e regionali ed alla prefettura, ha riportato le osservazioni già depositate al Comune di Capriano del Colle il 12 gennaio scorso, evidenziando alcuni punti salienti per la contrarietà al progetto.
Innanzitutto, viene sottolineato come nel testo presentato da Edison, non venga “indicato con precisione il territorio sul quale viene proposto il “Progetto stoccaggio metano Bagnolo Mella”: il sottosuolo non presenta né porte stagne, né cavità artificiali, né paratie entro le quali restringere o costringere il gas metano immesso a pressione di 144 bar nel sottosuolo”. “Gli effetti”, viene evidenziato, “sono dunque sconosciuti”.
Per quanto riguarda poi il paventato rischio sismico, il Comitato fa notare come “si afferma da parte di Edison Stoccagio spa nella “Executive Summary” e nelle “Controdeduzioni alle Osservazioni del Comune di Capriano del Colle” che “il giacimento è stato sottoposto a tutti i possibili sismi”: ci pare indispensabile evidenziare che questa affermazione è solo ed esclusivamente in linea teorica”.
Inoltre, viene ribadito come “nella nuova documentazione presentata, non vengono citati gli eventi sismici del 1111 e quelli più recenti del 2008, 2010, 2011, compreso il sisma del 2004 che ha colpito vasti territori della Provincia di Brescia, nella Val Sabbia, sul Lago di Garda”.
“Né si può dimenticare”, è questa la posizione di coloro che si oppongono al deposito di gas metano, “che il Comune di Salò, a poca distanza da Capriano del Colle,  è indicato nei riferimenti della sismologia internazionale come ‘sito identificativo ITIS 069’ ”.
“Un’ampia documentazione scientifica”, continua la nota, “evidenzia le criticità ed i rischi della sismicità della zona di Capriano del Colle e del Monte Netto”.
“Perchè andare a “stuzzicare” o a “provocare” la natura con una attività di stoccaggio che prevede ogni sei mesi cicli di immissione del metano a 144 bar e nei successivi sei mesi la sua estrazione?”, viene chiesto ai progettisti. E ancora: “perchè “solleticare” il sottosuolo, questo sottosuolo già provato da eventi sismici di varia natura in varie successive epoche, senza che vi siano esperienze e studi approfonditi sugli effetti di questa serie di cicli ravvicinati?”
A riprova dei timori evidenziati viene anche fatto cenno allo “studio “Sicurezza Geologica del serbatoio profondo”Bagnolo Mella” a cura del Prof. Vincenzo Picotti-Università di Bologna” presentato assieme ai documenti del “Progetto Bagnolo Mella stoccaggio”, agli atti del Comune di Capriano del Colle il 12 gennaio 2012, evidenzia a pag. 20 che “…nella zona di Capriano del Colle gli studiosi hanno individuato una sorgente sismica potenzialmente capace di terremoti di media Magnitudo e ritengono che questa struttura sia responsabile del forte terremoto del MCS 9 del 25 dicembre 1222. se questa ipotesi fosse confermata, bisognerebbe adeguare la classe sismica dei Comuni interessati dallo stoccaggio. Data la mole di documentazione del lavoro, si ritiene che l’ipotesi degli Autori (Livio et altri – 2009) sia sufficientemente provata da prescrivere per tute le parti del progetto un’accelerazione più elevata e simile alla classe sismica 2 (0,25g)”.
A preoccupare è anche la subsidenza, ovvero, come viene spiegato dagli ambientalisti, “il territorio è stato sottoposto dal 1956 al 2001 ad attività di estrazione per lo sfruttamento del gas naturale. Quello che si è verificato è un movimento unidirezionale di subsidenza verso il basso del territorio. L’attività di stoccaggio con cicli ravvicinati ogni sei mesi di immissione a 144 bar e di estrazione, sottopongono il territorio a fenomeni di subsidenza verticale sia in basso, che in alto”.
Viene anche evidenziato che “la subsidenza ha effetti anche laterali. Sono stati valutati? Come reagiranno le strutture presenti sul territorio? Che ne sarà del patrimonio storico dalle chiese, alle antiche dimore, ai cascinali?  E le moderne costruzioni hanno racchiuse nei loro muri le proprietà tecniche di resistenza alla subsidenza verticale ed orizzontale? E’ sufficiente un monitoraggio degli eventi per garantire la popolazione?”.
“La procedura dello stoccaggio di metano ed i conseguenti fenomeni di subsidenza, sismicità antropica indotta”, secondo il Coordinamento, “sono fenomeni che una volta innescati non si possono fermare automaticamente: il sottosuolo non è ancora dotato di un “freno a mano” da tirare in caso di rischio”.
Di fronte alle osservazioni di chi vede nel progetto una possibilità di guadagno ed un investimento economico per il paese ed il territorio, viene fatto notare che   “la concessione per “Bagnolo Mella stoccaggio” scade nel 2017, cioè fra meno di cinque anni.
Si sono valutati i costi ed i benefici di tale progetto che appare sulla carta dalla vita breve, mentre in altri casi la concessione è di venti anni rinnovabili per altri venti, dunque per quarant’anni”. Il timore è che poi si verifichi il prolungamento della durata del contratto e non risulta nemmeno chiaro “quali fidejussioni devono chiedere i Comuni a chi utilizza e sfrutta il sottosuolo sopra il quale vivono i loro cittadini, prosperano le attività produttive e l’agricoltura, le reti di trasporto, i servizi pubblici dalle scuole, agli ospedali, alle chiese, alle caserme”.
Quali rischi poi corrono i cittadini ed i lavoratori? La centrale di compressione e di trattamento viene indicata con il nome di “Centrale Gas Bagnolo Mella” pur essendo localizzata nel territorio del Comune di Capriano del Colle nei pressi della Cascina Movico.
“Tale denominazione”, viene osservato, “può generare confusione in caso di incidente rilevante fra i cittadini e per le stesse unità operative, come ad esempio i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, il personale sanitario, le Forze dell’Ordine, che dovrebbero intervenire in questi casi. Si segnala il caso perchè si elimini questa palese, anomala e sconsiderata distorsione dei termini di inquadramento territoriale delle infrastrutture dello stoccaggio”.
“La stazione di Misura Gas viene indicata a distanza di 380 m (direzione Est) dalla (ex)SS 45 bis Brescia-Cremona. Non viene indicata la distanza (circa 150 metri?) fra la stazione di Misura del Gas e la linea ferroviaria a trazione elettrica Brescia-Cremona che è la prima infrastruttura di trasporto pubblico che si incontra dalla Stazione di Misura Gas prima ancora della (ex)SS 45 bis”.
“Non viene neppure citata la presenza (a circa 500 metri?) in zona, dopo la (ex)SS 45 Bis,  dell’autostrada A21 Brescia-Cremona-Piacenza”.
“Tali carenze nella seconda serie di documenti presentati”, continua il comunicato, “palesano per lo meno una scarsa e superficiale conoscenza del sito dove si vorrebbe localizzare le infrastrutture dello stoccaggio di metano, oltre a non evidenziare ulteriori situazioni di rischio a causa di incidenti rilevanti che coinvolgono diverse infrastrutture di trasporto delle persone e delle merci quali sono appunto una ferrovia, una strada ex statale/regionale, un’autostrada”.
Oltre a ciò, il progetto del deposito presentato da Edison cita alcuni comuni interessati dall’impianto, ma ne esclude altri. Il Coordinamento ha calcolato che il totale ammonti a “43.633 abitanti non citati e per un totale complessivo di 89.133 abitanti”.
La richiesta formulata alle istituzioni, agli enti ed alla società proponente è quella di attivare “nell’interesse dei cittadini, della tutela del territorio e dell’ambiente il “Principio di Precauzione” previsto dalle Direttive Europee ed il “Principio di Prevenzione”, principi necessari e valutazioni indispensabili per qualsiasi progetto che evidenzi criticità e rischi per gli esseri viventi e l’ambiente, “Bene Comune” da tutelare per chi ci vive oggi e per le future generazioni”.
A corroborare l’attenzione richiesta in tema di sicurezza e tutela dell’ambiente è citata anche “la decisione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 2011 che, all’unanimità, ha denunciato “l’elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità della condotta (del metanodotto) per la sismicità dei territori interessati”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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