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Rizzi: “No a caccia alle streghe ed epurazioni”

L'assessore regionale dice di "non credere a tutte le intercettazioni" nelle quali compare anche il suo nome. L'esponente leghista "è sul banco imputati senza aver fatto nulla".

(red.) “Le due inchieste su di me sono archiviate e oggi so che cosa significa stare sul banco degli imputati sapendo di non aver fatto nulla. Sono scettica su questa inchiesta basata sui monologhi della segretaria nelle intercettazioni. Monologhi che mi lasciano perplessa. Io dico che il lavoro della magistratura deve essere fatto dalla magistratura e all’interno della Lega spero non partano epurazioni. Non dobbiamo fare la caccia alle streghe”.
E’ quanto spiegato in diretta a Tgcom24 dalla bresciana Monica Rizzi, assessore lombarda allo Sport, accusata di aver confezionato dossier illeciti contro compagni di partito per favorire l’elezione al Pirellone di Renzo Bossi (dimessosi lunedì dalla carica di consigliere regionale per la quale era stato eletto con 13mila preferenze a Brescia). Sulle intercettazioni in cui compare il nome dell’assessore, la stessa Rizzi ha commentato: “Ho spiegato che io mi sono occupata per scelta di due segreterie per l’elezione di Renzo Bossi. Io non credo a tutte le intercettazioni”.
A chiedere le dimissioni dell’esponente leghista camuna la stessa segreteria del Carroccio di Brescia, mentre il Partito Democratico ha sollevato alcune preplessità su “episodi sospetti” anche a Brescia.

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