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Lega, investimento respinto dalla Tanzania

Il Carroccio voleva effettuare un'operazione da 4,5 milioni di euro nel paese africano, ma la somma è stata rifiutata. La procura indaga anche su presunti fondi in nero.

(red.) La Tanzania respinse l’investimento da 4,5 milioni di euro che la Lega Nord voleva fare nel Paese. Stando agli atti dell’inchiesta della procura di Milano su Francesco Belsito, tesoriere del partito fino a qualche giorno fa (e a seguito del quale si sono dimessi sia il senatur Umberto Bossi, sia il figlio Renzo, eletto a Brescia come consigliere regionale nel 2010), la Tanzania ha congelato per circa un mese i fondi che la Lega voleva investire e poi rifiutato la somma, probabilmente per ragioni di trasparenza, insospettita dalle modalità di investimento.
La Lega Nord puntava a investire 4,5 milioni nel Paese africano, la somma fu versata presso una filiale a Cipro di una banca della Tanzania. L’operazione è stata congelata per circa un mese e poi i soldi sono rientrati in Italia, vista l’impossibilità a portare a termine l’operazione.
La Lega Nord, contestualmente all’investimento in Tanzania, ha fatto anche un’ operazione a Cipro. Nell’isola, stando agli atti dell’inchiesta, sono stati portati 1,5 milioni di euro. Di questa somma 850mila euro risultano rientrati in Italia, mentre i restanti 650mila potrebbero essere rimasti a Cipro.
Intanto le indagini della procura di Milano proseguono e si stanno facendo accertamenti sul presunto giro che avrebbero fatto i soldi investiti all’estero e sui presunti fondi neri del partito.
In una intercettazione telefonica una delle segretarie parla di versamenti in nero. Stando a quanto appreso, nel corso delle testimonianze raccolte si parla di un singolo episodio risalente a molti anni fa. Gli inquirenti, alla luce di queste dichiarazioni, ritengono che le circostanze vadano verificate.

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