Diossine sulla Ovest: esposto di Sel

Nonostante il sequestro del cantiere della tangenziale, la terra viene mossa "senza precauzioni". Il rischio è che si disperdano polveri contaminate del sito Caffaro.

(red.) Un esposto a  firma di Donatella Albini di Sel (Sinistra ecologia e libertà) presentato martedì mattina in Procura sui lavori dello svincolo di via Rose, sulla tangenziale Ovest, nel Sito Inquinato di Interesse Nazionale “Brescia-Caffaro”.
Nonostante il sequestro del cantiere avvenuto nel 2011, è questo l’assunto, “i lavoratori continuano a movimentare la terra senza osservare alcuna precauzione. Rese più volatili della siccità, le polveri contaminate da diossine, Pcb, mercurio, si stanno disperdendo sulle cascine a sud della Caffaro, sul quartiere Primo Maggio e nella zona di via Milano”. Lo riferisce il notiziario “Metroregione” di Radio Popolare.
“Il terreno”, continua il giornalista Andrea Tornago, “è attualmente disposto in grandi cumuli a cielo aperto ai lati delle carreggiate, e con il vento le polveri cariche di diossine si stanno depositando sulle cascine e sui quartieri vicini”.
A lavorare nel cantiere, viene riferito, è la ditta “Galeazzi” di Brescia, incaricata dall’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune, guidato da Mario Labolani.
“Peccato”, prosegue il report di radio Popolare, “che quel tratto di tangenziale rientri nel cono d’ombra a sud dell’industria Caffaro, inserito nel 2002 tra i siti inquinati di interesse nazionale. A causa della pericolosità del sito”, viene sottolineato, “ogni operazione andrebbe comunicata al Ministero dell’Ambiente. Dal luglio 2002 è proprio il sindaco di Brescia a vietare qualsiasi operazione che comporti il contatto con il terreno”.
“Ma non risulta”, conclude Tornago, “che gli enti pubblici stiano monitorando la dispersione di diossine nell’aria.

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