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Alfa Acciai: “Mettere in sicurezza le scorie”

52 tonnellate di polveri radioattive rispedite dalla Sardegna sono ferme sotto una tettoia dell'azienda di S. Polo dal febbraio 2011. I vigili ne chiedono la sistemazione.

(red.) Rispedite dalla Portovesme all’Alfa Acciai su ordine del Prefetto di Cagliari, 52 tonnellate di polveri radioattive sono ferme da più di un anno nel punto esatto in cui sono state parcheggiate al loro rientro a Brescia, il 18 febbraio 2011: sotto una tettoia dell’acciaieria di San Polo. Perché? Perché le pericolose scorie del vecchio incidente del ’97 creano problemi di sicurezza e l’azienda chiede continue proroghe.
A chiedere la loro sistemazione in un deposito per scorie radioattive era stata, lo scorso giugno, la Prefettura di Brescia, che aveva ordinato all’Alfa Acciai di progettare entro il 30 settembre 2011 la costruzione di un apposito bunker.
L’azienda, quando era emersa la potenziale radioattività del carico fermato in Sardegna, aveva escluso la presenza di tracce radioattive all’interno dello stabilimento e garantito anche il corretto funzionamento dell’impianto radiometrico.
Da allora, come riferisce Andrea Tornago di Radio Popolare, “i dirigenti dell’azienda stanno chiedendo proroghe continue ogni tre mesi, ufficialmente per “motivi tecnici'”.
“In realtà”, viene spiegato, “il problema riguarda l’eredità del gravissimo incidente del 1997, anno in cui la fusione di una sorgente radioattiva aveva contaminato gli impianti e prodotto tonnellate di scorie, stoccate da allora nello stabilimento”.
Nel tavolo tecnico i Vigili del Fuoco hanno lanciato un allarme sulle condizioni del vecchio deposito, che non sarebbe autorizzato a norma di legge e avrebbe seri problemi con le precauzioni antincendio.
I Vigili del Fuoco hanno così imposto all’Alfa Acciai la messa in sicurezza, insieme alle nuove polveri, anche delle scorie del ’97, che sono molto più numerose e molto più radioattive. Al momento, però, l’azienda non sembra avere ancora messo mano all’operazione.

 

 

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