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Davide Boni rinuncia al Riesame

Il presidente del Consiglio regionale chiedeva il dissequestro delle carte acquisite dalla Gdf nell'ambito dell'inchiesta su un presunto giro di tangenti.

(red.) Dario Ghezzi, il capo della segreteria del presidente del consiglio regionale Davide Boni (Lega Nord) e l’immobiliarista Luigi Zunino, indagati per corruzione insieme con lo stesso Boni e ad altri, hanno rinunciato al ricorso del Riesame di Milano per chiedere il dissequestro delle carte acquisite dalla guardia di finanza più di due settimane fa nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti. L’udienza del Riesame era stata fissata per dopodomani.
Da quanto si è appreso inoltre, il legale di Ghezzi, l’ avvocato Marco Cecconi, ha rinunciato anche al mandato. Nei giorni scorsi il gip di Milano, Antonella Bertoia ha concesso la proroga delle indagini chiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini nei confronti di Boni, Ghezzi, Zunino, dell’ex esponente del carroccio a livello locale Marco Paoletti, dell’architetto Michele Ugliola, del cognato Gilberto Leuci e dell’ex sindaco di Cassano d’Adda Edoardo Sala, indagati per un presunto giro di mazzette sugli appalti pubblici.
L’inchiesta della Procura di Milano ha portato ad iscrivere nel registro degli indagati dieci rappresentanti del Pirellone. Gli inquirenti stanno cercando di appurare se esistesse una “triade” di ex assessori (il presidente Boni, il bresciano Nicoli Cristiani, già arrestato e ora ai domiciliari, e Massimo Buscemi) che gestiva le bustarelle. Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio regionale lombardo, ha affermato la propria estraneità ai fatti contestatigli e ha annunciato la volontà di proseguire nel suo carico.

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