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Regione, quote rosa non rispettate in Giunta

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle associazioni femminili che contestavano la disparità di genere al Pirellone: 15 uomini e una sola donna.

(red.) Troppo azzurra (e non per la presenza degli esponenti del Pdl) la Giunta lombarda guidata da Roberto Formigoni.
ll Consiglio di Stato ha dato ragione alle associazioni che contestavano la giunta regionale lombarda per una palese disparità di genere: 15 uomini e una sola donna, l’assessore allo Sport, la bresciana Monica Rizzi.
E cosi la Consulta, che ha giudicato ammissibile il ricorso, discuterà della composizione della giunta regionale voluta da Roberto Formigoni. La quinta sezione, interrogata dalle associazioni femminili Laboratorio 51, Usciamo dal Silenzio e Donne in quota che, in primo grado, si erano viste dare torto dal Tar della Lombardia, ha deciso invece che la questione è meritevole di essere trattata perché sussiste il “fumus boni iuris” in relazione al principio di eguaglianza sostanziale sollevato dalle associazioni.
Il Consiglio di Stato, nel motivare la decisione, ha fatto esplicito riferimento anche ad una sua precedente pronuncia che ha riguardato la giunta romana guidata da Gianni Alemanno. L’udienza di trattazione è stata fissata per il 17 aprile.
Se la sentenza sarà favorevole, il governatore lombardo si vedrà costretto ad un rapido rimpasto in giunta. Potrebbe così entrare in Giunta un’altra esponente politica bresciana, Margherita Peroni (Pdl).

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