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Omicidio indiano, Singh resta in carcere

Convalidato il fermo per il presunto killer dell'immigrato, accoltellato a morte e nascosto in una valigia. Lo ha deciso il gip Enrico Ceravone.

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(red.) Resta in carcere Sardara Singh, il 36enne ritenuto il presunto killer del suo connazionale Bhupinder Singh, ammazzato con 30 coltellate e nascosto in una valigia. Il gip di Brescia Enrico Ceravone ha deciso di convalidare il fermo. Il presunto killer, due giorni fa, è stato interrogato dal giudice ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’immigrato, dunque, resta a Canton Mombello.
Al momento del delitto, secondo gli inquirenti, c’erano tre persone presenti in casa, nell’appartamento di via Cremona, il presunto assassino, la vittima e il titolare del regolare contratto d’affitto, costretto con la forza a tentare di occultare il cadavere. Oltre trenta i segni di arma da taglio riscontrati sul cadavere dall’autopsia. Oltre ad averlo colpito con un coltello, Singh, nella ricostruzione dei militari, ha infatti, tentato di disarticolare il cadavere con una mannaia per poterlo nascondere nel trolley rigido.
Il delitto sarebbe scaturito dalla mentalità aggressiva unita alla forza fisica dello straniero, ”un personaggio pericoloso” per i militari di Brescia. Bevitore accanito, alla costante ricerca di denaro per sbarcare il lunario, riusciva solo a portare a termine qualche lavoretto di volantinaggio. Raramente, hanno raccontato i carabinieri, pagava la propria quota d’affitto.

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