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Sposa bambina, pene ridotte in Appello

Condannati per violenza sessuale a 2 anni e 8 mesi il marito e a 2 anni e 11 mesi la suocera della ragazzina rom che all'epoca dei fatti aveva 13 anni.

(red.) Sono state ridotte in corte d’assise d’Appello le condanne a carico degli imputati nel processo per la cosiddetta “sposa bambina”.
La pena per il marito, Ionut Miclescu, all’epoca dei fatti 22enne, è passata da 4 anni a 2 anni e 8 mesi. Quella della madre, la suocera della piccola, Elena Nistor, da 4 anni e 4 mesi a 2 anni e 11 mesi. Entrambi sono stati ritenuti responsabili di violenza sessuale. Decaduta invece quella di riduzione in schiavitù.
La vicenda  coinvolge una ragazzina romena, nel 2009 13enne, giunta dalla Romania e fidanzata al futuro marito 22enne, affetto da Hiv a causa di una trasfusione sbagliata.
La bambina aveva avuto rapporti sessuali con il ragazzo, allora 22enne, quando non aveva ancora 14 anni e in base alla legge il consenso di un minore al di sotto di quell’età non può essere ritenuto consapevole.
Il pm Silvia Bonardi aveva chiesto che l’uomo venisse condannato a 8 anni di carcere e la madre a 7 anni in quanto, secondo l’accusa, erano da considerare responsabili, oltre che di violenza sessuale, anche di riduzione in schiavitù.
Il caso venne scoperto dalla polizia, perché la bambina venne accompagnata in ospedale dalla suocera nel timore che potesse essere stata contagiata dall’Aids.
La 13enne venne immediatamente allontanata dal nucleo familiare e affidata da una struttura protetta, mentre i due indagati vennero arrestati con le imputazioni di violenza sessuale e riduzione in schiavitù.
I giudici del Riesame e successivamente anche quelli della Corte d’assise hanno poi accolto la ricostruzione della giovanissima che negava di essere in stato di soggezione psicologica e fisica.
Sia la ragazzina sia i due parenti, marito e suocera sono tornati a vivere in Romania.
Una storia analoga era già stata scoperta nel 2008 all’interno della comunità rom della nostra città. Ai genitori e al marito di quella ragazzina, andata sposa a soli 11
anni, il tribunale di Brescia aveva inflitto pesanti condanne.

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