Comuni ricicloni, Travagliato sul podio

E' al terzo posto nella classifica regionale di Legambiente. Bene anche Mazzano e Ghedi sulla raccolta differenziata, lontana invece dall'obiettivo del 60% Brescia.

(red.) E’ San Giorgio di Mantova il vincitore assoluto di “Comuni Ricicloni Lombardia”, edizione 2011. Il piccolo comune si è imposto su tutti ottenendo il primo posto grazie ad un indice di buona gestione di 78,20 e ad una elevata percentuale di raccolta differenziata (82,7%) che ha permesso ad ogni abitante del paese di risparmiare, in un anno, emissioni pari ad oltre 128 chilogrammi di CO2.
Al secondo posto di classifica generale Roverbella, ancora nel Mantovano, con un indice di gestione di 78,01, e al terzo Travagliato (Brescia) con un punteggio di 77,88.
Tre comuni bresciani sopra i 10mila abitanti (Travagliato, Ghedi, Mazzano) si sono distinti per l’attenzione alla tema dei rifiuti , ma solo 18 su 206, ovvero l’8,7%, superano la soglia di raccolta differenziata del 65%, limite minimo, fissato per le amministrazioni più piccole, per entrare tra quelli definiti “ricicloni”.
Questi i primi riconoscimenti assegnati dall’annuale concorso di Legambiente sulle prestazioni in materia di raccolta differenziata, presentati mercoledì mattina durante una conferenza a Milano, a cui hanno partecipato tra gli altri Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia, Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente e l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti. Anche per la nona edizione di Comuni Ricicloni Lombardia, Legambiente ha innalzato le soglie minime per entrare nelle classifiche dei virtuosi. L’associazione quest’anno ha portato l’asticella al 60% di raccolta differenziata per i comuni con più di 10mila abitanti e al 65% per i più piccoli, anticipando così i requisiti che la legge rende obbligatori a partire dall’anno prossimo. E i primi a non riuscire ad allinearsi sono i capoluoghi di provincia: troppo bassa la percentuale di raccolta differenziata della grandi città lombarde per poter essere proclamate “Riciclone”. Solo Sondrio (57%) e Lecco (54%) hanno una percentuale vicina alla soglia, per 8 capoluoghi su 12 invece non si supera nemmeno il 50%.
Sempre più lontani i due capoluoghi maggiori: Brescia e Milano, per quest’ultima la raccolta differenziata (dato del 2010) è ferma al 33,8%.
“Nelle grandi città serve un’iniezione di orgoglio civico”, ha detto Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente. “Dalle decisioni di sindaci e assessori dipende il risultato nella raccolta differenziata dei rifiuti, risultato che difficilmente viene raggiunto se invece le decisioni sono interamente delegate alle aziende, il cui business è orientato ad una gestione del servizio che massimizzi i ricavi riducendo ogni spesa. I risultati arrivano quando sono le autorità comunali a stabilire e imporre obiettivi e tabelle di marcia, tenendo conto sia della sostenibilità economica che di quella ambientale, senza lasciarsi intimidire dalle resistenze delle aziende, nemmeno quando sono colossi del calibro di A2A”.
Anche per effetto della maggior selettività dei criteri di ingresso, il numero dei comuni virtuosi lombardi è fortemente ridimensionato: solo 313 ricicloni su 1546 comuni (il 20,2%) entrati in classifica contro i 665 dell’edizione precedente.
Nel 2010 inoltre tra tutti i comuni lombardi solo 274 raggiungono già il 65% di raccolta differenziata, mentre ben 348 comuni (il 22,50%) differenziano meno del 35% dei propri rifiuti, senza raggiungere quindi nemmeno il vecchio obiettivo fissato dal Decreto Ronchi come obbligo per l’ormai lontano 2003.
Interessante anche il quadro provinciale che emerge dal dossier. La migliore provincia lombarda è Cremona che riesce a piazzare ben 63 comuni in classifica (54% di tutti i comuni della provincia). Al secondo posto si posiziona la provincia di Milano con il 41% dei propri comuni e al terzo posto Varese con quasi il 40% dei municipi. Male invece Pavia, dove solo due sono i comuni con le carte in regola per essere proclamati ricicloni. Nota positiva sono i sensibili miglioramenti di molti comuni che fino a poco tempo fa avevano prestazioni scadenti.
Alcuni di essi hanno compiuto balzi da gigante arrivando a totalizzare in un solo anno miglioramenti che appaiono sbalorditivi: è avvenuto a Mazzano (Brescia), che in un anno ha migliorato la RD del 40%, e in tanti altri piccoli centri, ma anche in cittadine di media grandezza come Abbiategrasso (MI): tutti comuni premiati come grandi “scalatori” della classifica, che devono essere di esempio per tutti gli altri ritardatari.
“Occorre una decisa mutazione di rotta, per svegliare molti comuni da un torpore che dura da troppi anni”, ha affermato Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “E’ finita l’epoca in cui politici e aziende rimandavano la soluzione di ogni problema alla costruzione di giganteschi inceneritori. La Lombardia non ha bisogno di nuovi inceneritori, ma di ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, anche perchè rischia di incappare in pesanti sanzioni per inadempienza rispetto agli obblighi di raccolta e riciclaggio fissati dalle leggi nazionali come dalle direttive comunitarie”.
La classifica di “Comuni Ricicloni” non valuta solo la percentuale di raccolta differenziata per attribuire le postazioni in graduatoria: essa infatti tiene conto di una serie di indicatori che, complessivamente, permettono di valutare la buona gestione dei rifiuti a livello municipale, con riferimento alla qualità del servizio, alla prestazione tariffaria, agli sforzi per conseguire, in primo luogo, la riduzione complessiva dei rifiuti prodotti. Gli indicatori impiegati misurano anche il grado di sostenibilità ambientale, in termini di riduzione equivalente delle emissioni di CO2. Il dato regionale è impressionante: circa un miliardo e 130 milioni di chili di CO2 risparmiati ogni anno, è questo, secondo i calcoli di Legambiente, il risultato totalizzato dalla somma degli sforzi di differenziazione dei rifiuti in Lombardia, grazie al riciclaggio dei materiali derivati.
“Meglio avere impianti controllati piuttosto che scoprire che i rifiuti finiscono dove non devono andare. Occorrono sempre più controlli, certo, ma il clima di sospetto non è pensabile che possa andare ad inficiare ogni iter autorizzativo per la realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti’. Intervenendo alla presentazione dei dati di Legambiente su i ‘Comuni ricicloni’, l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti, in relazione all’inchiesta sui rifiuti, è stato chiaro: ‘Ho provato una forte amarezza”, ha detto, “e subito dopo una grande rabbia per quel che è accaduto, perchè chi ha messo la faccia nella vicenda di Cappella Cantone è stato il sottoscritto’. ‘Continuare a contrastare in maniera preconcetta gli impianti di smaltimento”, ha detto l’assessore regionale, “è fondamentalmente sbagliato, visto che sappiamo bene che, nonostante i grandi risultati della differenziata in Lombardia con Comuni a livello di eccellenza europea, il ciclo della raccolta non esaurisce il problema dello smaltimento dei rifiuti”.
“Se realizziamo questi impianti”, ha proseguito Belotti, “è perchè sono indispensabili. Noi non vogliamo passare per quelli che esportano rifiuti, magari in qualche nazione del terzo mondo, perchè riteniamo corretto che quello che produciamo venga smaltito a casa nostra. Certo paga di più in termini di consensi opporsi agli impianti, ma noi ne facciamo una questione di responsabilità e di buona amministrazione e intendiamo proseguire anche se questo dovesse significare pagare in termini elettorali”.
Sul capitolo termovalorizzatori ha spiegato che “Intendiamo mettere in rete i 13 impianti lombardi così come previsto dalle linee guida in materia recentemente approvate dal Consiglio regionale. L’obiettivo è razionalizzare evitando di dover realizzare nuovi impianti, sopperendo così alle carenze di smaltimento che per il momento caratterizzano alcune province”. Già, perchè i buoni risultati lombardi non sono stati fino ad oggi così omogenei. C’è però per fortuna anche chi, come Pavia città, ad appena sei mesi dall’avvio della raccolta differenziata, ha già raggiunto un risultato eccezionale, arrivando ad una percentuale oltre il 60 per cento”.

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