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Lo smog c’è, il blocco alle auto no

Lo stop domenicale alla circolazione non ci sarà. In Prefettura i sindaci non trovano l'accordo sui divieti della circolazione sulle strade provinciali.

(red.) Gli esuberi ci sono, ma il blocco non si farà. Sembra questa, almeno allo stato attuale, la situazione per Brescia e l’area critica dove i giorni di superamento della soglia limite delle Pm10 nelle tre delle quattro centraline dell’Arpa posizionate in città e nell’hinterland segnano già, dato di lunedì, 11 giornate consecutive “off limits”.
Alle 11 giornate raggiunte all’inizio di questa settimana, non va dimenticato, bisogna aggiungere comunque  gli altri nove giorni tra il 15 e il 23 novembre prima che lo stop alla circolazione dei mezzi venisse inizialmente fissato per la sola città capoluogo di provincia e poi revocato per un abbassamento dei valori nella giornata di giovedì 24 novembre.
Martedì la centralina al Broletto si è fermata a 38 microgrammi per metro cubo d’aria, quella al Villaggio Sereno a 33, a Rezzato il valore si è attestato a 51 e a Sarezzo a 36.
Secondo il protocollo sull’aria siglato tra i comuni dell’area critica bresciana, “si registrerà un supero d’area quando in tre delle quattro centraline appena considerate verrà rilevata una concentrazione media giornaliera di PM10 superiore a 50 µg/m3”. Condizione dunque, che, almeno per martedì, non si è verificata. Dopo 12 giorni scatta (dovrebbe scattare, meglio usare il condizionale) il blocco e, dopo 18 giorni, le targhe alterne.
Ma, anche se giornate di Pm10 oltre i limiti dovessero diventare, nei giorni che ci separano da domenica, 12, 13 o 14 le auto potranno comunque circolare liberamente.
Perché? Perché i sindaci della suddetta area critica (insieme con Brescia, Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Val Trompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Sarezzo, Villa Carcina) riunitisi in Prefettura per un vertice, sono incappati nel “nodo” delle strade provinciali. Ovvero: per le amministrazioni chiudere le strade comunali e non quelle provinciali non ha alcun senso e così niente blocco.
Del resto, se il Broletto ritiene di non avere la competenza per vietare il traffico, lo stesso impedimento lo ha Prefettura.
Il blocco domenicale della circolazione potrà effettuarsi solo quando si chiuderanno dunque anche le tratte stradali provinciali, come del resto già chiesto  dai comuni valtriumplini.
Secondo l’assessore all’Ambiente della Loggia, Paola Vilardi, la soluzione verrà ricercata in accordo con Regione Lombardia.
Intanto, è meglio non respirare a pieni polmoni.

 

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