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Drastica cura dimagrante per i conti del comune

Per rientrare nel Patto di Stabilità mancano all'appello 55 milioni di euro. Come recuperarli? Nel Piano dismissioni anche Centrale del Latte e Centro Padane.

(red.) Un 2012 all’insegna di una pesante cura dimagrante per i conti della Loggia. E’ questo lo scenario emerso dal Consiglio comunale che si è svolto nella giornata di lunedì e in cui, oltre allo spazio per alcune polemiche legate al costo e, anche, alla necessità della nuova sede dei vigili in via San Faustino, sulla quale ha espresso una dura posizione il Pd, si è trattato il tema, contingente, dei beni pubblici che l’amministrazione dovrà “scarificare” per rientrare nel Patto di stabilità e far quadrare i conti. E non si tratta certo di “bruscolini”.
La sforbiciata preventivata ammonta infatti a ben 21,9 milioni di euro. Non solo, a  qusta cifra vanno ad aggiungersi anche i 9,5 mln di euro in meno derivanti dai minori trasferimenti da parte dello stato e i minori introiti derivanti da A2A, valutati in 22 milioni di euro (da 82 a 60).
Urge quindi un ripensamento del bilancio di previsione del 2012. Sull’altare sacrificale dunque la lista delle società partecipate o controllate dal comune oltre che il patrimonio immobiliare detenuto dalla Loggia che sarà ceduto o alienato nella misura di 55-58 milioni di euro. Ma la “dieta” sraà imposta anche a tutti i settori del comune, chiamati a tirare la cinghia, senza tuttavia, come è stato assicurato dallo stesso assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, che ciò comporti un danno al sistema del welfare che rimane, è stato sottolineato, una priorità.
E nel piano cessioni del comune rientrano anche Centrale del Latte e Centro Padane. Per l’azienda di via Lamarmora la Loggia punta a mantenere la maggioranza relativa (almeno il 40% dell’attuale 96%, con un ricavo di circa 15 mln di euro), mentre per Centro Padane l’ipotesi formulata dalla Giunta è quella di vendere tutta la partecipazione azionaria pubblica attualmente detenuta, pari al 10,97%, per un valore di circa 10 milioni di euro.
Ma ciò non è sufficiente. Se il piano generale di bilancio vale 330 milioni di euro, in cassa mancano 55 milioni di euro. Come recuperarli? L’amministrazione ha inserito nel piano dismissioni anche due immobili: l’ex Macello di via Orzinuovi e il Mercato dei grani per un valore stimato in 10.406.000 euro.
facendo i conti, a questo punto, alle casse comunali manca ancora una consistente somma per reintrare nel Patto di Stabilità, Per recuperare la cifra mancante, un’opzione, quasi obbligata, potrebbe essere quella di cedere, parzialmente, A2A.
Ma Brescia, in questo caso, i conti non li può fare da sola, e deve necessariamente consultarsi con l’altro socio di maggioranza della multiutility, Milano.
Tutti temi che verranno discussi nei prossimi mesi, pallottoliere alla mano.

 

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