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Azzano, 5mila ‘no’ al polo logistico

La petizione, raccolta da Legambiente e dal Comitato, consegnata in Broletto. I firmatari chiedono di non realizzare la piattaforma di stoccaggio da 500mila mq.

(red.) Sono 5mila le firme raccolte da Legambiente Bassa Bresciana  e dal Comitato No Polo Logistico di Azzano (Brescia) che sono state consegnate lunedì mattina nelle mani del Presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora per dire “no” alla piattaforma logistica dell’Esselunga nel paese bresciano.
Il numero uno in Broletto, viene ricordato in una nota, “ha preso atto di questo pronunciamento popolare. Molgora ha pure ricordato che all’interno della sua giunta i pareri in merito a questo progetto sono discordanti, tant’è che tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 si rischiò la crisi di giunta”.
Il progetto del polo logistico Safer-Esselunga viene giudicato da ambientalisti e cittadini come “un´immensa colata di cemento che produrrebbe effetti nocivi sulla viabilità, sulla qualità dell´aria e sullo stesso paesaggio”.
Nella mozione consegnata in Broletto da una delegazione del comitato “No Polo logistico” e di Legambiente viene chiesto chiaramente di difendere i campi agricoli e “dire no ai 174 piò di cemento tutti in un botto”.
“La cittadinanza dei paesi limitrofi alla strada provicniale Quinzanese”, si legge nel testo allegato alla petizione, “è contraria a quest’opera che comporterebbe un’immensa colata di cemento della dimensione di 174 piò bresciani (circa 560mila metri quadrati, ossia uno spazio grande quanto 77 campi da calcio regolamentari di serie A) su campi fertilissimi, per costruirvi capannoni alti anche 35 metri”.
A queste osservazioni viene aggiunta anche quella basata sull’analisi del rischio idrogeologico che rileva come “i paesi a sud di Azzano, come Dello e Barbariga, in caso di precipitazioni particolarmente abbondanti, rischierebbero di subire allagamenti simili a quelli che si sono verificati alcuni mesi fa in Veneto”.
Sul caso polo logistico deve ancora esprimersi il Tar dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i sei ricorsi presentati dal comune di Azzano Mella, Provincia e Sa-fer contro la sospensiva dei lavori imposta il 26 gennaio dal tribunale amministrativo di Brescia (che entrerà nel merito della questione il 26 ottobre).
Anche Regione Lombardia è intervenuta nella vicenda decretando che la realizzazione necessita della “Via” (Valutazione di impatto ambientale).
Certo, ora al comune di Azzano (che nel frattempo ha cambiato amministratori) resta da sciogliere un nodo intricato e delicato, quello relativo agli oneri già versati da SaFer (la ditta appaltatrice dei lavori) alle casse comunali e, nello stesso tempo, evitare di incorrere nella richiesta di danni da parte della società stessa.

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