Caffaro, un futuro ‘dimezzato’

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    caffarobs.jpgRiunione sindacale nel pomeriggio. C'è l'acquirente, ma i posti ridotti a 47.


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    (red.) Qualcosa si muove nelle trattative per l’acquisizione della Caffaro Chimica srl, l’azienda di via Milano: nel pomeriggio di mercoledì si riuniscono infatti il commissario straordinario Marco Cappelletto, i rappresentanti sindacali e l'amministratore della società che ha avanzato un'offerta per l'acquisto dello stabilimento di Brescia che dal novembre del 2009 è in amministrazione controllata.
    Il bando di gara dello scorso giugno 2010, lo ricordiamo, era andato deserto.
    Il 25 gennaio 2011 una società, la cui identità non è stata rivelata, ma potrebbe trattarsi di un operatore italiano della chimica (rumors parlavano della bolognese Bertolini), ha avanzato una “offerta libera e spontanea”.
    L'offerta prevede 200 mila euro per l'acquisto del ramo Caffaro Chimica, esclusa la componentistica elettrica da utilizzarsi in regime di comodato, 30 mila euro come il canone annuale di locazione degli immobili di Caffaro srl ed un piano industriale che prevede prosecuzione delle attività imprenditoriali nel sito chimico di Brescia per almeno due anni e investimenti nel triennio 2011-2013 per complessivi 1,6 milioni di euro.
    Verranno mantenuti 47 dipendenti per almeno due anni: un dirigente, quattro quadri, 15 impiegati e 27 operai, pari al 58% degli 81 lavoratori attualmente impiegati, su un totale di 98 addetti comprensivo dei lavoratori in Cigs.
    La Cassa integrazione scadrà il 27 febbraio e proprio per questo, nei giorni scorsi, Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil avevano sollecitato una accelerazione per giungere il prima possibile all'accordo sindacale, valutando anche l’avvicinarsi della scadenza della amministrazione straordinaria.
    L'alternativa è il fallimento della società e la definitiva chiusura dello stabilimento, come ha spiegato l’amministratore straordinario che ha ricordato anche il termine ultimo per le offerte è fissato per il 7 marzo 2011.

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