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Via Milano, info per il rilancio

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    viamilanomicro.jpgUn ufficio per spiegare ai residenti inziative e incentivi per il recupero della zona.


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    (s.s.) Il piano di recupero di via Milano inizia dal civico 22. Qui l’amministrazione comunale di Brescia ha aperto il primo ufficio informazioni per residenti e operatori della zona che volessero avere informazioni concrete su cosa accadrà nella zona ad ovest della città, e quali dovranno essere eventualmente i loro obblighi, una volta che il piano avrà la sua approvazione definitiva, prevista entro la fine del mese o per gli inizi di novembre.
    La Loggia, infatti, ha censito nella zona di via Milano 41 immobili degradati "che dovranno essere obbligatoriamente riqualificati, così come stabilito nel piano casa, perché il risanamento edilizio è il primo passo per il recupero sociale", ha spiegato il vicesindaco Fabio Rolfi. Dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 in via Milano 22 cittadini e commercianti potranno così ricevere anche informazioni su eventuali agevolazioni, incentivi e contributi che l’amministrazione metterà a disposizione per sostenere gli interventi edilizi privati.
    L'ufficio è stato aperto a costo zero: non verrà pagato alcun canone di locazione e gli operatori sono già dipendenti del comune. "Abbiamo iniziato a lavorare a questo piano di recupero pochi giorni dopo il nostro insediamento, perché per questa città è un lavoro molto importante" ha proseguito Rolfi. "E qui non accadrà come nel quartiere Carmine in cui c'è stata solo la riqualificazione edilizia e non quella sociale e commerciale", ha specificato l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani. "Ora la procura ci restituirà anche il parco di via Nullo il cui recupero è stato fermato da una vicenda giudiziaria, perché la nostra sarà un’operazione a 360 gradi: urbanistica, ambientale, viabilistica e sociale".
    L’assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione ha ricordato che fin dalla campagna elettorale uno degli slogan di questa amministrazione è stato "vogliamo una Brescia più bella. Obiettivo che si raggiunge con interventi urbanistici, ma anche riannodando il tessuto sociale". Anche i presidenti delle circoscrizioni Centro e Ovest hanno collaborato alla stesura del piano: "questo è un progetto partito dai quartieri che chiedevano risposte a un'emergenza di degrado", ha commentato Flavio Bonardi. Anche Mattia Margaroli ha ricordato come "in questa zona il degrado sia figlio di 20 anni di incuria, via Milano prima era un ghetto. Servirà tempo per risanarlo, è un progetto che si svilupperà negli anni".
    "A chi ci critica dicendo che ci occupiamo solo del centro storico rispondiamo con azioni concrete come questa. Vogliamo restituire via Milano alla città e ai suoi cittadini, ma vogliamo restituirla riqualificata", ha detto l'assessore all'Ambiente e all'urbanistica Paola Vilardi. L'assessore al Commercio Maurizio Margaroli, infine, ha annunciato di essere al lavoro anche con Regione Lombardia per creare bandi che incentivino l'apertura di attività commerciali tradizionali. "Questa via è il biglietto da visita della città per chi entra da ovest, e se una volta era un'area importante per le costruzioni industriali, oggi non è più così. Per questo bisogna restituire dignità alle attività economiche".
    In via Milano, secondo i conteggi dei tecnici, ci sono circa 50 negozi aperti e sono meno di 20 invece quelli chiusi o sfitti.

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