Città “a misura di persona”, Brescia si piazza all’ottavo posto

Nella top 10 per la sostenibilità urbana, secondo la sesta edizione dello Human Smart City Index, la Leonessa nella top ten dei centri in cui meglio si intrecciano transizione ecologica, transizione digitale ed inclusione sociale. 

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Brescia. Nella top 10 per la sostenibilità urbana, secondo la sesta edizione dello Smart City Index 2022, diventato Human Smart City Index, Brescia si piazza all’ottavo posto su 109 città capoluogo oggetto dell’analisi che prende in esame lo sviluppo in termini di investimenti e iniziative del territorio da un lato (readiness) e comportamenti dei cittadini dall’altro, sui tre assi strategici della transizione ecologica, della transizione digitale e dell’inclusione sociale.

La Leonessa si era piazzata settima nell’edizione targata 2020. In particolare, dal report di EY emerge che: Milano si conferma la città in cima alla classifica sia per readiness (86,83 su una scala da 1 a 100) sia per comportamenti dei cittadini (83). Il punto di forza di Milano è legato perlopiù alla transizione digitale, sia per quanto attiene alle infrastrutture (ultra-broadband, 5G e IoT) sia per le competenze dei cittadini e l’utilizzo dei servizi online; segue Bologna, grazie al primato in termini di inclusione sociale (soprattutto per le spese sociali e per il coinvolgimento dei cittadini nella vita pubblica della città), con una readiness particolarmente elevata (86,70); Torino consolida la presenza sul podio – pur passando dal secondo posto del 2020 al terzo posto del 2022 – grazie alla componente legata ai comportamenti dei cittadini (82,32), soprattutto in termini di transazione ecologica.

Tra le città medie ci sono Trento, Parma, Bergamo, Padova e appunto, Brescia, e chiudono la top ten Venezia e Firenze.
Roma si posiziona al dodicesimo posto e cede cinque posizioni rispetto al ranking 2020. A penalizzare la capitale soprattutto un marcato ritardo nel processo di transizione ecologica. segno che si riducono le distanze tra città metropolitane e centri più piccoli, ma permane una forte differenza tra Nord e Sud.

«La domanda di città “a misura di persona” sta emergendo in maniera molto forte e anche le aziende si trovano a dover comprendere e gestire l’impatto dei nuovi trend urbani sui loro dipendenti: lo smart working, una nuova visione del lavoro e dei valori a esso legato sono la parte più evidente, ma la maggiore attenzione all’ambiente, il desiderio di spostamenti più sostenibili e un miglior bilanciamento tra lavoro e vita privata sono trend irreversibili. Le città che saranno più capaci e più veloci nel riprogettarsi e nel riqualificare gli spazi residenziali e di lavoro diventeranno più attrattive. La Human Smart City è la città che (ri)progetta infrastrutture e servizi coniugando centralità della persona, innovazione tecnologica e sostenibilità e rappresenta un’opportunità sia per le aziende sia per le amministrazioni locali di attrarre lavoratori e cittadini» ha commentato Andrea D’Acunto, People Advisory Services leader di EY in Italia.

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