Brescia, Goito e Verziano due fronti aperti: il Governo risponde a metà
La Difesah risposto in poche settimane alla Pec della sindaca Castelletti sul futuro della ex caserma, Infrastrutture e Giustizia restano silenti invece sull'ampliamento del carcere.
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Brescia. Brescia resta in attesa di risposte dal governo su due importanti cantieri cittadini: la rigenerazione della caserma Goito e la realizzazione del nuovo carcere di Verziano.
Come riferisce Il Corriere della Sera, la sindaca Laura Castelletti si trova di fronte a tempi molto diversi tra i ministeri: mentre il ministro della Difesa ha risposto in poche settimane, Infrastrutture e Giustizia restano silenti da oltre un anno.
Nella Pec del 18 novembre, Castelletti chiedeva che la caserma Goito (31 mila metri quadrati, sede del Centro Documentale dell’Esercito ma per gran parte inutilizzata) passasse dal demanio militare a quello civile, rendendo fruibili «gli ampi spazi in stato di totale abbandono». L’idea della sindaca è di destinare parte degli spazi ad alloggi per agenti di polizia penitenziaria e a progetti di reinserimento sociale per i detenuti.
«La città di Brescia sta vivendo una fase di profonda trasformazione e diventa sempre più attrattiva per servizi e infrastrutture», scriveva Castelletti, sottolineando che la caserma Goito potrebbe offrire nuove opportunità di residenza e servizi in una zona di pregio urbanistico. L’ufficio di gabinetto del ministro ha risposto il 15 dicembre che la pratica è stata affidata all’ufficio patrimonio. Se la risposta dovesse essere positiva, la città potrebbe rigenerare la quarta delle cinque caserme dismesse: Papa, Gnutti e Randaccio hanno già un destino preciso.
Sul fronte del nuovo carcere di Verziano, invece, non ci sono novità. Castelletti segnala che non ha ancora ricevuto risposte. A maggio, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro aveva promesso l’inizio dei lavori entro fine 2025, mentre a settembre la deputata leghista Simona Bordonali aveva indicato il primo trimestre del 2026 per l’appalto integrato di progettazione e lavori. Secondo il ministro Nordio, la struttura sarà pronta nell’estate 2029.
Non si registrano progressi sulla trattativa per l’acquisto dei 50 mila metri quadrati di campi esterni per laboratori, spazi ricreativi e alloggi per gli agenti. Al momento, i 40 milioni disponibili coprono solo la costruzione delle nuove celle, lasciando privi di spazi ricreativi i detenuti per almeno tre anni.








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