Brescia. Cresce la preoccupazione tra le imprese bresciane per le continue novità legate ai programmi Transizione 5.0 e 4.0. A intervenire è Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, che commenta in modo critico l’ultimo emendamento del Governo alla legge di bilancio.
“Preoccupazione e incredulità sono i sentimenti più diffusi”, spiega Streparava, “Pensavamo che questa vicenda fosse ormai chiusa, invece ci troviamo ancora davanti a cambiamenti e incertezze. Oggi l’unica cosa chiara è la confusione”.
Uno dei punti più delicati riguarda il fotovoltaico. L’emendamento prevede l’esclusione dagli incentivi dei prodotti realizzati con celle extra europee. “In Europa ci sono pochissimi produttori di celle”, sottolinea il presidente di Confindustria Brescia, “e questo rischia di penalizzare anche aziende italiane che sviluppano prodotti innovativi e brevettati in Italia”. Secondo Streparava, una scelta di questo tipo potrebbe ridurre la concorrenza e limitare lo sviluppo tecnologico.
Per gli industriali, il sostegno dovrebbe andare a chi investe in innovazione e qualità, creando valore, lavoro e competenze. “La vera forza del Paese è la capacità di sviluppare soluzioni avanzate, non quella di chiudere il mercato”, aggiunge.
Ancora più incerta è la situazione dei piani Transizione 4.0 e 5.0. “Si parla di nuovi emendamenti che ridurrebbero le risorse”, avverte Streparava, “mentre nella legge di bilancio non ci sono i fondi necessari per coprire le domande già presentate“. Nel frattempo molte aziende hanno già acquistato i macchinari, confidando negli incentivi promessi.
“Non chiediamo favori”, conclude, “ma coerenza. Le imprese hanno bisogno di regole chiare e tempi certi. Continuare a rimandare significa mettere a rischio la competitività dell’industria e favorire, lentamente, una perdita di settori produttivi fondamentali per il Paese”.
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