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Festival della Pace, ecco il programma completo

Dal 12 novembre incontri, conferenze, spettacoli, concerti, mostre, percorsi e visite guidate, laboratori, progetti per le scuole, eventi speciali offriranno numerosissimi e interessanti spunti di riflessione.

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Si apre il 12 novembre la quarta edizione del Festival della Pace di Brescia. Incontri, conferenze, spettacoli, concerti, mostre, percorsi e visite guidate, laboratori, progetti per le scuole, eventi speciali offriranno molteplici spunti di riflessione affrontando, attraverso diversi linguaggi e forme espressive, temi portanti, tra loro interconnessi. Leggi o scarica qui il programma completo.
A partire dal tema del disarmo e della nonviolenza, che sarà ampiamente evidenziato nel corso della cerimonia inaugurale (venerdì 12, ore 16.45 in Palazzo Loggia), a conferma di un impegno sostenuto fin dalla prima edizione del Festival. Alla presenza della vice ministra degli Affari Esteri Marina Sereni, con il sindaco Emilio Del Bono, il presidente della Provincia Samuele Alghisi, il presidente del consiglio comunale Roberto Cammarata ci saranno i sindaci della provincia aderenti alla Campagna Italia Ripensaci ed esponenti di rilievo della campagna internazionale e italiana per il disarmo nucleare, uniti per un’analisi a più voci sull’importanza del dialogo e della cooperazione internazionale e sul ruolo dell’Italia nella costruzione della pace nel mondo, sull’attività del Movimento per la proibizione delle armi nucleari e il Trattato delle Nazioni Unite. Izumi Nakamitsu, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari sul Disarmo, e Setsuko Thurlow, sopravvissuta al bombardamento di Hiroshima e attivista Ican, la Campagna internazionale di abolizione del nucleare premio Nobel per la Pace nel 2017, porteranno attraverso videomessaggi la loro testimonianza.
Nel corso del Festival, troveranno spazio altri appuntamenti dedicati a questo tema: tavole rotonde a cura di University for Peace (Ri-abitare le ex Basi Nato, 19 novembre), di Rete Italiana Pace e Disarmo, Campagna di pressione alle “banche armate” e Fondazione Finanza Etica (L’economia degli armamenti, 19 novembre) e del Movimento Nonviolento (sulla figura di Alex Langer, con una riflessione sulla cosiddetta “rotta balcanica”, 21 novembre).

Proseguirà anche il confronto sui temi della pace attraverso gli strumenti espressivi propri del linguaggio dell’arte. A cominciare dalla grande mostra in Santa Giulia La Cina non è vicina. Badiucao – Opere di un artista dissidente, già balzata agli onori della cronaca internazionale e che prosegue nel filone sul rapporto tra arte contemporanea, libertà di espressione e dissidenza politica, avviato due anni fa insieme a Fondazione Brescia Musei con la mostra delle opere dal carcere di Zehra Doğan (quest’anno protagonista del documentario Terroriste. Zehra e le altre, in programmazione al Nuovo Eden).
A sottolinearne l’importanza, la prima apertura al pubblico è prevista nella giornata della cerimonia inaugurale (la mostra resterà aperta fino al 13 febbraio; l’ingresso sarà gratuito per tutta la durata del Festival, fino al 28 novembre). Nei giorni successivi all’inaugurazione sono previste due performance live di Badiucao: Forgotten, performance interattiva dedicata ai bambini vittime delle guerre, non solo passate, ma anche e soprattutto presenti, dei conflitti, dell’indifferenza e dell’oppressione (sabato 13, ore 16) e Tiger Chair Story Time, dedicata a tutte le persone che soffrono e che hanno perso la vita durante il lockdown di Wuhan in China, che vedrà interagire l’artista con una delle opere esposte, fino al limite della sua resistenza fisica (domenica 14 novembre, ore 15).

Accanto alla mostra-evento di questa edizione, altre esposizioni in varie sedi della città invitano ad esplorare più aspetti del rapporto tra arte e pace: il lavoro nel rapporto individuo/comunità, con At work! (Spazio Mo.Ca), in collaborazione ACME Art Lab; l’attenzione all’ambiente, con l’installazione Senzacqua, prima collaborazione con il San Marino Green Festival (Bunkervik). Ma anche punti diversi tra loro collegati che intersecano questioni di geopolitica e rispetto dei diritti umani, facendosi testimonianza viva attraverso gli scatti di un maestro della fotografia due volte premio Pulitzer come Muhammed Muheisen in Untold stories (Image Academy), promossa dall’Associazione Miso; o la cruda documentazione senza filtri sulle condizioni dei detenuti siriani in No more silence (San Cristo, Centro Missionari Saveriani) grazie alla collaborazione con We Are Odv.

Lungo tutta la linea del festival le tematiche ritornano, e si completano per una riflessione a tutto tondo, in vari appuntamenti: il rapporto tra tutela ambientale e pace, ad esempio, è pure al centro di un incontro con Stefano Mancuso, biologo e saggista pluripremiato incluso dal New Yorker tra coloro che sono “destinati a cambiarci la vita”, promosso da Nuova Libreria Rinascita e Cooperativa Sociale La Rete; il tema dei diritti e dei percorsi di liberazione ed emancipazione individuale e collettiva, con la tavola rotonda Le rivoluzioni possibili. Donne e diritti promossa da Emergency, piuttosto che con l’evento online Dal caos alla pace, organizzato da Studio La Luce con l’Associazione Fiducia e Libertà Carcere e la Casa Circondariale Nerio Fischione, con la partecipazione della “artigiana di pace” Jacqueline Morineau e di Agnese Moro.

E forse anche “la letteratura ci salverà dall’estinzione”, come afferma Carla Benedetti nel suo saggio; protagonista di un altro appuntamento promosso da Nuova Libreria Rinascita, in cui ci sfiderà a trovare nuovi modi di pensare e di vivere. Certo è che la letteratura può aiutare nella comprensione del mondo e di sé, o aiutarci a non dimenticare, gli orrori di una guerra, per esempio, nata da un’ideologia di morte i cui effetti devastanti non cessano ancora oggi (come le stragi naziste in Storia di una figlia di Piernicola Silvis).
In questo filone letterario, tra i personaggi della cultura del Novecento, spicca la figura di Cesare Zavattini, cui è dedicato un appuntamento in occasione della presentazione della pubblicazione La Pace, scritti di lotta contro la guerra, raccolta di suoi testi e interventi attorno al grande tema che ha permeato tutta la sua opera artistica; in uscita il 24 novembre, il libro sarà presentato in anteprima a Brescia il 23 novembre.
La saggista e studiosa di Dante Maria Soresina metterà in luce uno degli aspetti meno conosciuti dell’autore della Divina Commedia – che dietro le invettive feroci anelava a una “Città di Pace” – nella conversazione intervallata da letture attoriali A così bello viver di cittadini, organizzata da SicComeDante e Centopercento Teatro (16 novembre).

Infine, tra letteratura e teatro, appuntamento di particolare rilievo sarà quello con David Grossman, autore di fama internazionale e tra i più significativi della letteratura israeliana, che attraverso la scrittura trasforma il dolore personale in parola poetica e universale che cura e consola permettendoci di vedere, dentro il nostro mondo colorato e rumoroso, la sua dimensione intima e silente. Dal suo libro Caduto fuori dal tempo è tratto lo spettacolo a cura del Centro Teatrale Bresciano, in scena al Teatro Sociale dal 23 al 28 novembre, che il Ctb ha voluto offrire al cartellone del Festival.

Accanto al teatro, che si ripropone in vari appuntamenti (con gli spettacoli Pia e Damasco il 15 novembre al San Barnaba, Lisistrata on air il 23 novembre al San Carlino, Resti. Storie siriane il 19 novembre a Gussago, Sala Civica Camillo Togni), anche la musica si fa veicolo di pace con La musica che unisce, il concerto corale e strumentale diretto dal maestro Gérard Colombo (14 novembre), e la serata con il duo pianistico Biondi-Brunialti al Teatro Sant’Afra, dedicata in particolare al personale degli Spedali Civili di Brescia (18 novembre). E, fra i tanti linguaggi espressivi, non poteva mancare quello della danza, con il Salterio che offrirà uno spettacolo e una serata di animazione con danze dal mondo per la pace (25 novembre).

Una sezione del Festival è dedicata all’analisi dei conflitti in particolari contesti geopolitici: ne sono esempio il dibattito Il Medioriente dopo l’Isis (20 novembre), e la serata con la proiezione al Cinema Nuovo Eden del documentario The Ladies Diary. Myanmar, memorie dal passato e dal presente, alla presenza della protagonista, Yin Myi Sun (14 novembre).

Al tema delle migrazioni e dell’identità ci riporta un altro specialissimo documentario, A Black Jesus (20 novembre), che ci ricorda come il riconoscimento delle identità, il dialogo, l’accoglienza e la cura siano elementi imprescindibili di una pratica di pace. Come si sottolinea anche nella tavola rotonda sull’accoglienza nei Comuni, promossa da Brescia per Mediterranea Saving Humans (22 novembre): “il tempo dell’oggi, a maggior ragione dopo il tempo del Covid col suo tragico carico, chiede che la solidarietà passi da dono personale a pratica collettiva”.

Il tema più che mai attuale della fratellanza universale, con i concetti di unità nella differenza, attenzione reciproca e rispetto per i delicati equilibri del pianeta che ci ospita espressi nell’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, sarà ripreso e approfondito in un incontro che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del vescovo di Brescia mons. Pierantonio Tremolada (16 novembre).
L’amicizia e il gemellaggio tra Brescia e Betlemme è la dimostrazione che quando la volontà di unire e cooperare prevale, le occasioni di intesa e di dialogo si creano e si moltiplicano: una storia bella, ricostruita da Manuel Bonomo nel suo libro Nel segno della cometa. Brescia e Betlemme: storia di una amicizia e raccontata nella tavola rotonda promossa con la Cooperativa Cattolico-Democratica di Cultura, partecipata dai rappresentati dell’istituzione cittadina, e in videoconferenza dal sindaco di Betlemme Anton Salman, dalla già sindaca Vera Baboun e da padre Ibrahim Faltas, discreto della Custodia di Terrasanta (13 novembre).
Al dialogo interreligioso è dedicato l’esito del progetto Giovani in dialogo Religioni: minaccia o difesa della pace? organizzato dall’Associazione Culturale Dòsti – Festival Delle Arti e Culture Religiose (21 novembre); mentre al tema della radicalizzazione e della prevenzione di atti violenti di matrice religiosa è dedicata la tavola rotonda promossa da Liberedizioni su Il terrorismo a Brescia dopo l’11 settembre (15 novembre).
Per dare veste politico-giuridica al concetto di fratellanza universale, in un mondo sempre più globale si inizia a pensare a una Costituzione globale. Dopo più di settant’anni dall’approvazione della Dichiarazione Universale dei diritti umani iniziano a sorgere proposte e percorsi volti a definire il profilo politico-giuridico di una Carta costituzionale planetaria, che aggiunga garanzie ai diritti e capacità di governo a dinamiche e questioni che ormai travalicano i confini statali e continentali e che metta in sicurezza la Terra. A questo tema sarà dedicata la tavola rotonda Verso una Costituzione della Terra?, che vedrà la presenza, tra gli altri relatori, di personalità del calibro di Luigi Ferrajoli e Raniero La Valle (24 novembre).

Tra gli eventi speciali, e in collaborazione con Bergamo Festival, il talk tra i sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono (sabato 20 novembre). La pandemia ci ha portato a soffrire insieme e ci sono poche esperienze che sanno unire come la condivisione della sofferenza. Rivalità antiche e recenti, ovvia competizione tra città vicine e simili, si sono trasformate in un percorso comune verso quella che sarà la prima Capitale italiana plurale della cultura nel 2023. Perché una cosa che abbiamo imparato in questo periodo così difficile è che cooperare può essere molto meglio che competere.
A proposito degli effetti della pandemia, Intermed Onlus ha curato la tavola rotonda Covid-19: ponte o frattura fra i popoli, nella quale si presenterà e discuterà il libro #Covid. Il cuore nelle mani (20 novembre).

Infine, novità di quest’anno è il Premio Brescia per la Pace, promosso dal Coordinamento enti locali per la pace e la cooperazione internazionale. Il Nobel per la pace di quest’anno è stato assegnato alla giornalista filippina Maria Ressa e al reporter russo Dmitry Muratov “per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione, che è una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura”. Con questa consapevolezza e per le stesse motivazioni, il Coordinamento bresciano degli enti locali per la pace e la cooperazione internazionale ha deciso di assegnare il primo premio Brescia per la Pace a Patrick Zaki, che oggi è simbolo della negazione della libertà di espressione e che, dopo un anno e nove mesi di detenzione, è ancora privato della sua libertà solo per aver espresso le proprie opinioni. Il premio verrà consegnato simbolicamente a Amnesty International Italia, per la straordinaria campagna di sensibilizzazione e pressione nazionale e internazionale che ha messo in atto per chiedere la sua liberazione.
Il Festival della Pace gode dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, cui si è aggiunto quest’anno il Patrocinio di Amnesty International.
Questa edizione del Festival è resa possibile anche grazie al sostegno di Fondazione Asm e Fondazione della Comunità Bresciana.
.Leggi o scarica qui il programma completo.

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