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Brescia, telefonata negata: detenuto incendia cella

L'episodio mercoledì 8 settembre nel carcere Nero Fischione. Le fiamme si sono propagate rapidamente ma sono state domate dagli agenti di polizia penitenziaria.

(red.) Momenti di panico mercoledì 8 settembre all’interno del carcere di Brescia Nerio Fischione. Un detenuto italiano, dopo che gli è stata negata una telefonata, ha distrutto i beni presenti nella propria cella ed appiccato il fuoco a tutti i suoi effetti personali.
Il fumo sprigionato si è immediatamente propagato per tutta la sezione detentiva in cui erano presenti altre decine di detenuti, tutti evacuati per sicurezza in quanto l’aria si era resa ormai irrespirabile e per evitare intossicazioni.
L’intervento degli uomini della Polizia penitenziaria ha scongiurato che si verificasse l’irreparabile ossia salvare la vita al detenuto incendiario ed evitare che il fuoco si propagasse anche ad altri ambienti coinvolgendo altri soggetti.
E’ stato necessario anche l’intervento dei Vigili del Fuoco i quali, all’arrivo, hanno trovato l’incendio già domato dal personale di Polizia.

“Purtroppo, ancora una volta”, ha dichiarato Calogero Lo Presti, coordinatore regionale della Fp Cgil  Polizia Penitenziaria, “dobbiamo registrare eventi che vedono protagonisti soggetti detenuti non avvezzi al rispetto delle regole penitenziarie che sovente mettono in serio rischio non solo la propria vita ma anche l’incolumità personale dei poliziotti. La Fp CGIL chiede all’Amministrazione penitenziaria di dotare i lavoratori di Polizia di strumenti idonei a preservare la propria incolumità personale in modo da abbattere i fattori rischio che ne derivano specie in interventi particolari come l’odierno”.

“La Fp Cgil”, ha chiosato Lo Presti, “non può che esprimere la propria soddisfazione e i complimenti nei confronti del personale operante per aver salvato la vita al detenuto e messo in sicurezza la struttura penitenziaria
e l’incolumità di altri detenuti presenti nella sezione”.

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