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Depuratore, “presidio indecoroso, ma niente sgombero”

La Prefettura di Brescia ha ribadito che la protesta permanente in piazza Paolo VI "venga rimessa in ordine" e che siano rispettate le normativa anti-Covid in quella del prossimo 11 settembre.

(red.) Il presidio permanente del Comitato che si oppone al depuratore del Garda offende il decoro di Piazza Paolo VI e ha ricadute sull’Ordine e la sicurezza pubblica? Per alcuni residenti e commercianti della zona sì.

Da circa un mese la protesta ambientalista presidia giorno e notte (con turnazione di tre ore) la piazza: bandiere ed ombrelloni, sedie e sdraio restituirebbero una immagine poco decorosa dell’area in cui sorge sia la sede della Provincia di Brescia, sia la Prefettura, quest’ultima la destinataria della protesta in atto.

In una nota, il prefetto Attilio Visconti (che ha dato il via libera al progetto dell’impianto a Gavardo e a Montichiari), ribadendo “in assoluta sintonia con l’amministrazione comunale come sia consentita ogni manifestazione di protesta”, ha auspicato che “il presidio venga messo in ordine, sul modello di quelli che periodicamente raccolgono firme in città e che venga ubicato, possibilmente in piazza, ma non a ridosso del Broletto”.

La Prefettura sottolinea ” che mai si è fatto cenno ad azioni di sgombero e a pressioni di qualsivoglia natura volte a scoraggiare il legittimo diritto di protesta nelle forme consentite dalle leggi e dai regolamenti comunali”.

Per quanto riguarda la manifestazione del prossimo 11 settembre organizzata dal Comitato, il prefetto è stato “molto chiaro nell’indicare come prioritario, il rispetto delle norme anti-Covid che in primis stabiliscono ancora il divieto di cortei con tutte le conseguenze connesse alle eventuali violazioni”.

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