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I Verdi sull’aria malata di Brescia: incide per il 7% nelle cause di morte

Eleonora Evi: interrogazione alla Commissione Europea per indagare sulla conformità delle misure adottate rispetto alla Direttiva europea 2008/50/CE.

(red.) “Stante la situazione attuale di Brescia e provincia, risultano del tutto inadeguate le misure anti-smog al momento in vigore”. Lo dichiara Salvatore Fierro, portavoce dei Verdi-Europa Verde di Brescia. “Da una parte manca una generale strategia di coordinamento regionale, dall’altra le amministrazioni locali hanno applicato le ordinanze in maniera troppo disomogenea. L’inquinamento dell’aria a Brescia e provincia provoca più di 1000 morti all’anno, con una media di tre vittime al giorno (dati elaborati dall’Ats Brescia, Agenzia di tutela della salute). Oltre ai decessi diretti, inoltre, vanno annoverati quelli correlati, causati da infarti – circa 200 ogni anno – senza dimenticare l’aumento delle patologie respiratorie, circa 4 mila ogni anno”.

 

“L’inquinamento” – prosegue il Fierro – “incide per il 7% nelle cause di morte. Per contrastarlo servono risposte e soluzioni strutturali per far ripartire la nostra città e provincia attraverso la promozione di interventi per una mobilità sostenibile, lo sviluppo della mobilità ciclistica (la bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento sociale), la riconversione energetica del patrimonio edilizio cittadino, attraverso l’approvazione di un regolamento comunale di edilizia sostenibile, che preveda anche incentivi per chi risparmia, e la realizzazione di parcheggi di scambio”.

“Inoltre bisogna incentivare il servizio di car-sharing che a Brescia non è mai partito, e lo smart working, evitando di far entrare ogni giorno 580 auto private che si spostano dal parcheggio sotterraneo di Piazza Vittoria, incrementando di fatto l’inquinamento cittadino”, scrivono ancora i Verdi. “La responsabilità maggiore di questi problemi è da ricercare in primis nell’allevamento zootecnico, che è una delle principali fonti di inquinamento, oltre al traffico e all’attività dell’inceneritore A2A. Infine, come Verdi-Europa Verde Brescia chiediamo al sindaco e all’amministrazione comunale di Brescia di instituire un assessorato o delega alla Transizione ecologica”.

 

A farsi portavoce delle istanze dei cittadini di Brescia e provincia in Europa è Eleonora Evi, eurodeputata e portavoce nazionale di Europa Verde, che dichiara: “La situazione descritta da Fierro richiede un intervento immediato, tanto più se ricordiamo che Brescia, secondo la rivista scientifica Lancet Planetary Health, detiene  il tasso di mortalità da particolato fine (PM 2,5) più alto in Europa. Per questo ho appena depositato un’interrogazione alla Commissione Europea per sollecitare la Commissione a indagare sulla conformità delle misure adottate rispetto alla Direttiva europea 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria, affinché si tuteli la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

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