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Brescia, piano triennale e Agenzia casa contro l’emergenza abitativa

Dall'1 luglio si sbloccano le procedure di sfratto dopo la pandemia e il Comune studia soluzioni dedicate.

(red.) A Brescia città si sta affrontando l’emergenza abitativa in vista del primo luglio quando non solo sarà sbloccata la possibilità di licenziamenti, ma anche quello degli sfratti che è rimasto fermo per un anno e mezzo durante la pandemia. Proprio a partire dall’1 luglio le prime pratiche riguarderanno gli sfratti emessi prima del 28 febbraio 2020 e, per quelle durante la pandemia, al 30 settembre e al 31 dicembre. Su questo ieri, martedì 22 giugno, si è parlato in commissione consiliare di palazzo Loggia con l’assessore alla Partecipazione Alessandro Cantoni e quello alle Politiche sociali Marco Fenaroli.

E si parla anche della novità di un’Agenzia per la casa a fare da mediazione, oltre al ritorno degli assistenti sociali e il superbonus per il quale il Comune chiede più risorse alla Regione Lombardia. Andando con ordine, ieri in commissione è stato presentato il piano triennale dell’offerta dei servizi abitativi, anche per sbloccare le situazioni immobiliari presenti in città. Quindi, 2.154 alloggi ex canone sociale della Loggia e i 2.918 di Aler e di cui 55 dei servizi abitativi per non più di un anno. C’è spazio anche per la misura unica con cui sostenere gli affitti sul libero mercato con contributi diretti fino a 4 mesi e al massimo 1.500 euro ai proprietari per non sfrattare.

C’è anche un 20% di assegnazioni alle famiglie in difficoltà per chi ha perso il lavoro o si è visto ridurre il reddito. Sono state 2 mila le richieste di aiuto nel 2020. Per quanto riguarda gli sfratti, sono stati 151 nel 2020 rispetto ai 238 del 2019, ma ben 789 nel 2014. del 2014. Ma resta il tema delle risorse, visto che per le morosità incolpevoli e pensionati si sono concluse. Restano 338 mila euro di fondi regionali e 73 mila comunali, con 20 mila euro per il dopo co-housing.

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