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Lettere al direttore

Mirko Lombardi: “L’operazione Tintoretto? Tutta gestita dal centro-destra”

Nel documento inviato alla stampa locale, ampiamente ripreso dai giornali il 30 aprile, ho sostenuto che fosse necessario “cancellare l’accordo con Redo”. Ho espresso, spero con chiarezza, le varie motivazioni a supporto di tale richiesta.
Infatti è inconcepibile che una operazione immobiliare per circa 30 milioni assegnata ad un gruppo privato, già sconsideratamente favorito dall’aver sottopagato la Torre Tintoretto solo 1,5 milioni, sulla base di una perizia commissionata dai diretti interessati, quando perizie di stima pubbliche (vedi Camera di Commercio) incaricate da Aler, l’avevano stimata fino a 18 milioni di euro. Per non dire poi del riconoscimento di ulteriori diritti edificatori.
Ora con la delibera votata dalla giunta comunale si accoglie la proposta dello stesso gruppo Redo di richiedere per delle migliorie un finanziamento di altri 42 milioni, a fondo perduto, da dividere a metà tra il gruppo stesso e il Comune per non ben precisati interventi di edilizia pubblica. Stravolgendo così le condizioni del Bando vinto da Redo che prevedeva un intervento edificatorio di 30 milioni a cui se ne aggiungerebbero, affidati sempre a Redo, altri 22 di soldi pubblici senza alcun bando.

Adesso la Lega si scaglia contro senza neppure rendersi conto che la promozione di tutta l’operazione Tintoretto, compresa la svendita ed il conseguente danno patrimoniale di una ventina di milioni (svuotamento della torre, mancati introiti dei canoni, costi di trasloco e di vigilanza) è stata fatta e gestita direttamente da esponenti di centro-destra, nell’Aler, e in Regione Lombardia d’intesa con il gruppo dirigente, quello di Investire Sgr, che ha promosso tutta quanta l’operazione fin dall’inizio e che ora si ritrova dentro il nuovo assetto assunto da Redo, in compagnia di altri soggetti finanziari.
L’on. Bordonali fa un pesante riferimento anche ad interessi di appartenenze politiche, parlando del Pd ed annuncia iniziative anche verso non precisate autorità. Sarò molto attento a seguire gli sviluppi. Quello che mi distingue, e per me è metodo di pratica politica, anche nella critica alle forze di sinistra alla quale non mi sono mai sottratto, è di tutelare gli interessi e il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica che, nel caso in specie, vengono meno con l’abbattimento di 195 alloggi della Tintoretto, costruiti con i soldi dei versamenti Gescal finanziati dai lavoratori. Ciò è stato voluto e perseguito fin dall’inizio dal centro-destra in Loggia, in Aler e in Regione Lombardia.

Tale posizione è la stessa sostenuta recentemente anche Sicet, Sunia e Uniat di Cgil, Cis e Uil, che hanno affermato che “purtroppo scelte penalizzanti per l’edilizia pubblica vengono effettuate anche a livello locale. La scelta della Regione di svendere a privati la Torre Tintoretto è un grave errore perché riduce la già esigua disponibilità di alloggi a canone sociale di proprietà pubblica… Così facendo Regione Lombardia è venuta meno al proprio compito istituzionale di difesa, in primo luogo, delle famiglie più fragili”.
In secondo luogo ritengo che la “cancellazione dell’accordo con Redo” si renda necessaria a tutela anche del Comune di Brescia che, dopo essere stato spinto ad una operazione così negativa e rischiosa da Aler e da Regione Lombardia, quindi dal centro-destra, si trova ad assumere, in modo unilaterale, a fronte di una Torre di proprietà dell’Aler di Brescia e su sollecitazione di un gruppo privato, una delibera che per merito e per legittimità, oltre che essere un errore è di una pesante
rischiosità sotto vari profili, che avrebbe dovuta essere fin dall’inizio del tutto evidente e che una giunta non avrebbe dovuto assumere in assenza del sindaco.
E’ mia intenzione inviare alla Corte dei Conti una integrazione all’esposto già a suo tempo depositato, che denunciava un danno patrimoniale superiore a 22 milioni e su cui incredibilmente la Corte non si è pronunciata. La mia richiesta era stata avanzata anche a tutela di istituzioni ed amministratori che potrebbero in futuro essere chiamati alle proprie responsabilità, ma a fronte di scelte irreparabili. A maggior ragione aggravate dalla recente delibera approvata dalla giunta di
Brescia.

Tutto ciò detto c’è un dato incontrovertibile che “plasticamente” conferma la fondatezza delle mie considerazioni: la Torre Cimabue, gemella e contigua alla Tintoretto continua egregiamente nella sua funzione, abitata da 195 famiglie che pagano l’affitto sociale stabilito dalle leggi… la Tintoretto avrebbe potuto anch’essa continuare nella sua funzione e 195 famiglie avrebbero legittimamente continuato ad abitare una casa popolare.
Perché ciò non è accaduto? Perché alla fine si è determinato un danno sociale ed economico così grande? E perché oggi addirittura si chiedono finanziamenti per una già ampiamente favorita iniziativa privata? Domande lecite per chiunque abbia a cuore il buon uso del pubblico denaro, specialmente quello finalizzato alle fasce più deboli della popolazione.
L’onorevole Bordonali se intende avanzare critiche, che posso condividere, alla richiesta di finanziamento Pinqua deve onestamente farsi carico di tutte le responsabilità della vicenda. Cogliere fior da fiore solo quello che aggrada in politica o è furbizia facilmente riconoscibile oppure è parte di quel propagandismo superficiale che ormai tende a cancellare la serietà e la complessità delle questioni politiche… e le responsabilità.
Mirko Lombardi

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