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Lettere al direttore

Toponomastica femminile, a Brescia troppe richieste inascoltate

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I mutamenti nella condizione giuridica della donna, conquistati nel Novecento, sono riusciti a scalfire solo in parte l’esclusione delle donne dalla storia e dalla società. Il mancato riconoscimento della presenza e del decisivo contributo femminile è plasticamente rappresentato nel contesto urbano dalla scarsissima presenza di donne tra i nomi delle vie e delle intitolazioni dei luoghi pubblici, quasi completamente immemori della loro presenza  nella storia.
Sarebbero perciò importanti segnali concreti di buone pratiche di riduzione delle disparità di genere — peraltro a costo zero — quali intitolazioni di strade e luoghi urbani a donne. Nella nostra città le intitolazioni femminili rappresentano il 2,64% del totale, a fronte di una media nazionale oscillante tra il 3% e il 5%, mentre quelle maschili il 49,7%, ben al disopra della media nazionale del 40%.
È emblematica la vicenda della petizione che, supportata da oltre 1000 firme, richiede l’intitolazione del nuovo stadio di atletica cittadino a Gabre Gabric; depositata in Loggia il 21 febbraio 2020 da parte del comitato promotore ─ comprendente numerosi soggetti individuali e collettivi—  non ha finora ricevuto risposte. Lo scorso autunno lo stadio è stato aperto, ma è ancora senza nome, né è dato ufficialmente sapere se e quando, eventualmente, sarà intitolato.
La vita di Gabre Gabric (1914-2015) si è distinta per risultati atletici di altissimo livello internazionale fino a tardissima età, l’insegnamento e la promozione della pratica sportiva, sia alle giovani generazioni, sia a quelle anziane nella città di Brescia, nonché una pioneristica e lunghissima attività come giornalista sportiva in ambito nazionale e locale. Questa, tuttavia, è solo la punta dell’iceberg.
Dal 2018 Toponomastica femminile a Brescia, oltre a svolgere un’azione di ricerca, sensibilizzazione e disseminazione culturale, ha presentato, anche insieme ad altre significative parti della società civile bresciana, numerose richieste di intitolazione a donne di valore, di cui una sola ha avuto esito positivo. Pare dunque tutt’altro che superfluo rammentare in questa sede le numerose richieste di intitolazione finora rimaste lettera morta.
Il 9.10.2018 è stata inoltrata al comune di Brescia la richiesta di intitolazione vie, parchi e spazi urbani alle scienziate Luigia (1905-2004) e Maria Teresa (1898-1981) Ambrosetti; alle musiciste Adele Bignami Mazzucchelli (1877-1962), Virginia Guerrini (1871-1948) e Anna Seppilli Coen (1906-?),  alle artiste Adelaide Camplani, (1799-1863),   Franca Ghitti (1932-2012), Amanzia Guérillot Inganni (1828-1905), Eleonora Monti (1727- post 1762) e Rina Soldo (1899-1982); alle partigiane Bruna Manera (1912-2002) e Achilla Maria Morandini (1924-1944); alla letterata Giacinta Calini(1834-1912), letterata, autrice di un carme contro la pena di morte.
Il 7.12.2019 è stata inviata al comune di Brescia la richiesta di intitolazione di due parchi urbani, alle Partigiane e alle Artiste  e l’intitolazione di spazi e luoghi pubblici a Ernesta Bittanti Battisti (1871-1957) e Giacinta Calini ( 1834-1912).
L’11.12.2019 è stato richiesto al comune di Brescia – e a tutti i 204 comuni della provincia – l’intitolazione di una strada, un’area verde o un altro spazio pubblico a Nilde Iotti (1920-1999), per celebrare e ricordare, soprattutto alle giovani generazioni, una delle ventuno Madri costituenti, nel ventesimo anniversario della scomparsa.
Il 24.09.2020 è stata chiesta al comune di Brescia l’intitolazione di alcuni alberi monumentali censiti nel comune: 21 cipressi delle paludi (Taxodium disticum)   nel parco Ducos alle 21 Madri Costituenti; l’olmo campestre (Ulmus minor) del parco Gallo a Marielle Franco (Rio de Janeiro, 27 luglio 1979 – Rio de Janeiro, 14 marzo 2018), assassinata per il suo impegno di attivista per i diritti delle minoranze; la sequoia sempreverde (Sequoia sempervirens) di via Antonio Vivaldi a Maryam Mirzakhani (Teheran, 5 maggio 1977 – Palo Alto, 15 luglio 2017), la prima donna e la prima persona di cittadinanza iraniana a vincere nel 2014 la Medaglia Fields, un riconoscimento paragonabile al Nobel.
Il 24.10.2020 è stato richiesto al comune di Brescia l’intitolazione del parco (o giardino pubblico) situato a ridosso di via Oscar e Olves Di Prata, ad Alfonsina Morini Strada (1891-1959) ,“la suffragetta delle cicliste”, nota anche come “la regina della pedivella”, la prima a competere in gare maschili come il Giro di Lombardia (1917 e 1918) e il Giro d’Italia (1924) ed è stata ciclista professionista dal 1907 al 1936.
Il 22.04.2021 è stata presentata la proposta di intitolazione a Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762), celebre letterata inglese e prima “vaccinista” della storia.
Finora l’unica risposta a tanto numerose richieste è la delibera n. 591 del 12.10.2018, che prevede l’intitolazione di una via alle sorelle Ambrosetti.
Maria Pia Ercolini,
Presidente nazionale di Toponomastica femminile
Claudia Speziali
Referente Brescia e provincia di Toponomastica femminile

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