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Delitto Diva Borin a Brescia, chiesto rinvio a giudizio per Salvatore Spina

Era il 1° marzo 2019 quando l'uomo avrebbe strangolato l'anziana che da qualche tempo stava assistendo.

(red.) Ieri, venerdì 7 maggio, il magistrato assegnato al caso in procura a Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Spina, l’uomo di 40 anni impiegato nel reparto macelleria del Family Market di via della Chiesa al quartiere Abba di Brescia e accusato di aver ucciso l’83enne Diva Borin nella sua abitazione. Già indagato, ma mai finito agli arresti, avrebbe agito la notte dell’1 marzo del 2019 strangolando, prima con le mani e poi con un foulard, la donna che da qualche tempo stava assistendo.

Le accuse nei suoi confronti sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti e frode processuale. Ma il diretto interessato si è sempre detto innocente. E il prossimo 27 settembre è atteso in aula per l’udienza preliminare e capire se dovrà andare a processo.

Secondo la stessa accusa, la mattina successiva al delitto l’uomo avrebbe messo in scena il finto alibi raggiungendo l’abitazione dell’anziana con una vicina di casa. Spina avrebbe ucciso l’anziana dopo essere stato nominato dalla stessa 83enne come erede del suo patrimonio e temendo che con il passare del tempo potesse cambiare ancora una volta le proprie volontà.

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