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Visite agli ospiti nelle Rsa, Brescia studia protocollo della riapertura

Le fondazioni che guidano la maggior parte delle Rsa cittadine vogliono accelerare i tempi per tornare alle visite.

(red.) Con l’inizio graduale delle riaperture partito lunedì 26 aprile in Lombardia, zona gialla, insieme alla campagna di vaccinazione di massa che sta procedendo e accelerando, l’arrivo della bella stagione e la curva del contagio in calo, a Brescia, prima che tutti gli altri, si sta studiando anche la riapertura delle visite ai parenti all’interno delle case di riposo. Come dà notizia il Giornale di Brescia, le fondazioni a capo delle Rsa cittadine Casa di Dio, Casa d’Industria e Brescia Solidale stanno sviluppando un protocollo di sicurezza per permettere le visite in presenza già in questi giorni tra fine aprile e i primi di maggio.

L’annuncio è arrivato da Stefania Mosconi, a capo della Fondazione Casa di Dio. Le regole prevedono che per ogni ospite ci siano due familiari che possano andare a visitarlo, ma che siano vaccinati e coinvolti in modo periodico da una serie di test rapidi. E al momento di raggiungere la casa di riposo, dovranno indossare tutti i dispositivi di sicurezza. Ma non solo, perché con il rialzo delle temperature e pian piano avviandosi verso l’estate si punta anche a visite a distanza, ma senza barriere, con i familiari non ancora vaccinati. In ogni caso, sempre a fronte delle Rsa, viene anche chiesto di non far disporre la quarantena di 14 giorni per i nuovi ingressi considerando che ormai tutti gli ospiti sono vaccinati.

E proprio della riapertura alle visite da parte delle case di riposo ne ha parlato ieri, martedì 27 aprile, anche l’assessore lombardo al Welfare Letizia Moratti proponendo alla Conferenza delle Regioni di permettere le visite se a entrambi è stata rilasciata la certificazione verde Covid-19. “Dovrebbe essere consentito l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, Residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non. Alla condizione però – dice la Moratti – che a parenti o visitatori, agli ospiti o pazienti sia stata rilasciata una delle certificazioni verdi Covid-19, recentemente approvate dal Governo.

La normativa vigente ha rappresentato in questi mesi un importante deterrente alla diffusione della pandemia in alcune collettività chiuse con ospiti anziani o ad alta fragilità. Tuttavia ora è necessario un suo aggiornamento per regolamentare le visite in Rsa con la certificazione verde, che recepisca anche gli importanti sforzi riorganizzativi degli enti gestori, per contenimento e gestione del Covid. Inoltre la vaccinazione prioritaria attuata da Regione Lombardia su ospiti e personale delle residenze ha pressoché consentito di azzerare contagi e decessi. Rimettere l’indicazione e la regolamentazione degli accessi di parenti e visitatori alla direzione sanitaria delle strutture residenziali può risultare particolarmente complesso”.

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