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Coronavirus, Brescia città verso l’ultimo fine settimana in arancione

Continuano a diminuire le persone costrette all'isolamento. Appelli dal Comune perché non sia un "liberi tutti".

(red.) Nella giornata di ieri, venerdì 23 aprile, a palazzo Loggia a Brescia si è tenuta la consueta conferenza stampa settimanale per fare il punto della situazione sul contagio da Covid-19 in città e anche sulla campagna di vaccinazione. Sono 725 i bresciani in isolamento obbligatorio e in continuo calo, mentre quelli in isolamento fiduciario sono 496. E a proposito dei primi, si va dal 16% per la fascia d’età 0-14 anni e pari a 119 persone, il 69% tra i 15 e 64 anni per 502 soggetti e infine il 14% con 104 persone over 65.

Nel punto stampa il sindaco Emilio Del Bono ha anche sottolineato che, come lo scorso weekend, in quest’ultimo fine settimana di zona arancione (prima di approdare al giallo) tra oggi, sabato 24 e domani, domenica 25 aprile, non adotterà misure diverse e più restringenti rispetto al consueto dpcm. Quindi i parchi restano aperti e si possono consumare cibi e bevande in centro storico, ma non nei pressi dei locali. E su questo fronte il primo cittadino ha già annunciato di voler verificare la situazione e al massimo, in futuro, di adottare misure dedicate. Mentre la Polizia locale è pronta, come di consueto, a svolgere i controlli sul territorio.

Sul fronte della campagna vaccinale, invece, il sindaco ha criticato la Regione Lombardia per il fatto di non poter sapere quanti residenti si siano vaccinati e quindi poter muoversi con quelli che ancora, soprattutto tra le fasce più deboli, non si sono ancora prenotati. E proprio per loro, la consigliera comunale delegata alla Salute in Loggia Donatella Albini ha chiesto di vaccinare il prima possibile gli operatori dei dormitori pubblici e dei centri anti violenza sulle donne, così come i malati gravi e anche gli autisti degli autobus, soprattutto in vista della riapertura delle scuole a ranghi maggiori da lunedì 26 aprile.

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