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“Cara assessora Tiboni, sul parcheggio Prealpino serve lungimiranza, ma anche chiarezza”

Lettera aperta del comitato di quartiere di Casazza sul discusso progetto. Si rischia "l'ennesima cementificazione di un territorio un tempo agricolo, in un contesto urbano già sofferente".

(red.) “Lungimiranza: questo ci è stato chiesto tre mesi fa dall’assessora Tiboni in occasione della presentazione del Progetto attuativo del nuovo parcheggio “Metro Prealpino”, intervento molto dibattuto e sentito dal nostro quartiere che si troverà ad ospitare una struttura indubbiamente strategica per Brescia, ma anche fortemente impattante con il nostro territorio”. Comincia così una lettera aperta scritta all’assessora all’Urbanistica e pianificazione per lo sviluppo sostenibile del comune di Brescia dal consiglio di quartiere di Casazza.
“Lungimiranza sollecitata dall’assessora nell’invitarci a riconoscere nel progetto un’opportunità di crescita unica per Brescia che usufruirà di un complesso di strutture pubbliche a servizio dell’intero territorio cittadino, sfruttando al meglio l’ultimo terreno edificabile di proprietà comunale presente in tutta l’area nord”.

“Abbiamo attentamente tenuto conto della sua sollecitazione, assessora Tiboni”, prosegue la lettera, “al momento di redigere e successivamente trasmettere agli Uffici le ‘Osservazioni al Piano Attuativo’ che hanno riassunto le varie posizioni interne al nostro consiglio di quartiere (che rispecchiano, come è giusto che sia, i differenti punti di vista sul progetto degli abitanti di Casazza), indicando le modifiche da apportare all’intervento nel suo complesso per renderlo il più possibile adeguato alle esigenze del quartiere. Modifiche che vanno dal ridimensionamento della palazzina direzionale UMI2 e del parcheggio a raso, all’eliminazione dell’accesso al parcheggio da via Arsenale, alla piantumazione di tipologie di alberi che svolgano le funzioni di cattura della CO2 e delle polveri sottili (per citarne solo alcune)”.

“Stessa attenzione”, si legge ancora nella missiva, “abbiamo anche posto nell’individuare alcuni interventi ‘complementari’ a favore del nostro quartiere (creazione dell’isola ambientale prevista dal Pums,  implementazione delle aree verdi, riqualificazione del Centro socio culturale) ugualmente condivisi con lei e l’assessore Manzoni lo scorso gennaio e che rappresentano le nostre proposte finalizzate a mitigare gli oggettivi disagi derivanti dal nuovo insediamento”.

“Ma la lungimiranza, assessora Tiboni, necessita di trasparenza”, scrive ancora il consiglio di quartiere di Casazza. “Per questo il 10 febbraio le abbiamo richiesto per lettera specifiche rassicurazioni circa la natura pubblica della palazzina direzionale UMI2, che, riportando testualmente da pag. 17 della Relazione generale del Piano Attuativo, “vuole diventare simbolo dell’intero intervento”, ma che viene definita in modo inequivocabile privata. Una differenza sostanziale che può modificare radicalmente la nostra valutazione del progetto: un’opera presentata come bene pubblico edificato su terreno comunale (lungimirante, appunto) si configurerebbe invece come l’ennesima cementificazione di un territorio un tempo agricolo, oltretutto in un contesto urbano già sufficientemente sofferente”.
“Non avendo ricevuto risposta il suo silenzio, assessora Tiboni, ci allarma”, conclude la lettera, ” e deve allarmare tutti i cittadini che danno fiducia a chi amministra la città, convinti che il ‘buon governo’ preveda certamente lungimiranza, ma anche chiarezza e trasparenza nei rapporti”.

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