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Processo delitto Sana Cheema, padre e fratello chiedono di difendersi

I due, assolti in Pakistan ma a processo a Brescia, hanno contattato un legale in vista dell'udienza di ottobre.

(red.) Nell’udienza che si terrà il prossimo ottobre in tribunale a Brescia per la morte della 24enne pakistana cresciuta nella nostra città Sana Cheema – per l’accusa è stata uccisa nel Paese asiatico – ci saranno anche il padre e il fratello della vittima, accusati del delitto avvenuto nell’aprile del 2018.

La notizia che dà la svolta giudiziaria è che proprio i due congiunti hanno deciso di contattare un legale di Brescia per potersi difendere. Dopo essere stati assolti dall’accusa di omicidio in Pakistan, in Italia si è aperto un altro processo per omicidio politico. Secondo l’accusa, infatti, alla giovane sarebbero stati annullati i diritti fondamentali e uccisa perché avrebbe rifiutato un matrimonio combinato.

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