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Coronavirus a Brescia, altre 18 vittime. Anche marito e moglie in città

Amedeo Bellotti di 83 anni e Vittoria Ciserchia di 81 sono deceduti a poche di distanza l'uno dall'altra.

(red.) Altre 18 vittime registrate in un giorno e quell’incidenza dei nuovi casi settimanali da nuovo coronavirus che scende troppo lentamente rispetto ai 250 casi ogni 100 mila abitanti al di sotto dei quali si potrebbe tornare in zona arancione. Sono i dati emersi ieri, giovedì 1 aprile, dai consueti bollettini della Regione Lombardia e delle Ats di Brescia e della Valcamonica sulla situazione attuale. Di certo si sta registrando un miglioramento nella curva del contagio, visto che da giorni per fortuna non si raggiungono più le vette dei 1.000 nuovi casi giornalieri come nelle settimane precedenti al 2 aprile.

E si è scesi di molto rispetto ai 585 casi ogni 100 mila abitanti di incidenza: attualmente sono 334 che fanno pensare come il bresciano e la Lombardia possano tornare in zona arancione non prima di metà aprile. Un altro aspetto positivo riguarda il fatto che i Comuni bresciani con dati da zona rossa, come riporta il Giornale di Brescia, sono calati a 130 rispetto ai 180 di un mese fa. Notizie confortanti che però si infrangono contro i dati quotidiani. Ieri, come detto, si sono registrati altri 18 morti e che fanno salire il bilancio ufficiale a 4.063. Tra questi, ci sono anche un 59enne di Palazzolo, un 62enne di Polpenazze, un 62enne di Capriano del Colle, un 68enne di Lumezzane e un 69enne di Rovato.

Ben cinque, purtroppo, le vittime in città. E tra queste ci sono una coppia – Amedeo Bellotti di 83 anni e Vittoria Ciserchia di 81 – deceduti a poche ore di distanza l’uno dall’altra dopo aver contratto il Covid-19. Per loro la comunità di San Polo è rimasta scioccata e questa mattina, venerdì 2 aprile, alle 10,30 nella chiesa parrocchiale celebrerà il loro funerale. Per quanto riguarda la situazione all’interno delle strutture sanitarie, di fronte al fatto che agli Spedali Civili si registra una lieve flessione, nell’ospedale di Esine, punto di riferimento in Valcamonica, si sono invece superati in una settimana i 100 ricoveri. E quelli di terapia intensiva sono tutti occupati. Sono confermati gli interventi urgenti, ma se dovessero affluire nuovi pazienti si sarebbe costretti al loro trasferimento in altre strutture.

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