Quantcast

Forza Italia Brescia: “Contro le baby gang, più controlli e più formazione”

(red.) Con un comunicato il coordinamento cittadino di Forza Italia prende posizione sulla diffusione del fenomeno delle baby gang a Brescia. “Abbiamo assistito in questi ultimi giorni a una situazione di aumento del fenomeno delle cosiddette baby gang che stanno imperversando alla stazione della metropolitana di Mompiano e nella zona di via Casazza”, si legge nella nota firmata dal coordinatore Paolo Fontana, dalla capogruppo consiliare Paola Vilardi e dai vice coordinatori Flavio Bonardi, Marco Rossi, Marco Salvo. “Si tratta di un allarme di sicurezza ma anche sociale. Già nel mese di gennaio 2021 vennero svolti dalle forze di polizia alcuni fermi ed arresti di minori che spadroneggiavano nel territorio intimidendo e addirittura, come successo a inizio Febbraio, aggredendo e rapinando loro coetanei. Gli ultimi episodi segnalati dalla cronaca hanno sollevato di nuovo il velo dell’indifferenza (per quanto?) e siamo qui a interrogarci. Chissà se l’effetto alone di queste notizie avrà il tempo di durare oltre il contingente e se queste incomprensibili ferite sociali troveranno una cura all’interno di una comunità che ormai investe sempre meno nel progetto educativo globale”.

“Occorre un progetto comune e quel progetto non nasce dalle singole famiglie”, proseguono gli esponenti di Forza Italia, ” già enucleato nei principi di eguaglianza, di libertà e di pari opportunità presenti nella nostra Costituzione e dovrebbe trovare azioni concrete nella politica e nella scuola che fanno da quadro generale nell’assetto sociale. La politica bresciana, invece, appare sempre più lontana. Si parla di ‘famiglia’, ma la famiglia non è solo una bella fotografia da mettere nei manifesti o uno slogan elettorale. La famiglia è anche quella con i figli difficili e adolescenti, la famiglia è quella che ha bisogno di fiducia e di speranza e soprattutto di aiuto. Per questo chiediamo al sindaco di aumentare i controlli delle forze della Polizia Locale nelle zone indicate (non tralasciando la stazione, il centro storico e la zona di via Milano), chiedendo l’aiuto al Prefetto ed al Questore in un’ottica di garantire una presenza delle forze di polizia, carabinieri che possa essere da deterrente per questi gruppi di facinorosi”.

“Ma non possiamo dimenticare”, continua il documento, “come sia fondamentale coinvolgere il mondo della scuola secondaria di I e II grado ed i centri di formazione professionale cittadini in un’ottica di ‘rieducazione’. Rieducare consiste nel far conoscere le regole, i principi, i valori sociali e giuridici, che, molto spesso, a causa del contesto familiare, territoriale, sociale in cui questi ragazzi sono cresciuti, non hanno conosciuto o non hanno assimilato. Non basta, bisognerà insegnargli a condividere con gli altri, a fare del bene. Educare è questo e molto di più. Educare alla libertà significa far apprezzare il senso della vita, significa mostrare il bello della vita, ma far capire anche che di fronte alle avversità o alle ingiustizie della vita non si scappa, né peggio si risponde con impeto e azioni criminose. Educare vuol dire insegnare a essere cittadini onesti, libertà a vivere il quotidiano, favorire la crescita, spingere il ragazzo ad assumersi le responsabilità delle scelte che compie e delle conseguenze che queste comportano per portarlo nel faticoso mondo degli adulti”.

“Per questo chiediamo che oltre ad una necessaria attività di repressione e controllo”, conclude la nota, “si debba iniziare con Prefettura e Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia, un lavoro da inserire nelle attività scolastiche in accordo con le forze di polizia portando esempi, testimonianze e progettualità che coinvolgano anche in didattica a distanza giovani e famiglie. Il Comune di Brescia non può esimersi da questo atteggiamento di doppia ‘rieducazione’ contrastando con tutte le forze una situazione che, se lasciata a se stessa, porterà a situazione incontrollabili nel prossimo futuro. Chiediamo, altresì, che venga convocata la commissione Sicurezza congiuntamente a Istruzione, invitando la Prefettura ed il sistema scolastico e formativo (Ufficio Scolastico Territoriale, centri di formazione professionale e Diocesi di Brescia-Ufficio scuola) per iniziare un programma di formazione e di educazione necessario per tutti gli studenti della città. Riteniamo doveroso mettere a Bilancio delle risorse aggiuntive per consentire una implementazione di attività formative che rispondano compiutamente alle reali necessità evidenziate dal mondo della scuola”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.