Caffaro di Brescia sotto sequestro, è il giorno degli interrogatori

Tre responsabili della società sono accusati. Dalle intercettazioni: "far cadere la colpa su qualcuno".

(red.) Dopo un incontro dei capigruppo di ieri, mercoledì 10 febbraio, in Comune a Brescia e in attesa soprattutto del tavolo tecnico convocato per oggi, giovedì 11, in Regione Lombardia, sempre oggi ci sarà un primo elemento nell’ambito della vicenda della Caffaro. Infatti, sarà il momento degli interrogatori di garanzia nei confronti di Donato Antonio Todisco tra gli amministratori della società, Alessandro Quadrelli legale rappresentante e Alessandro Francesconi direttore dello stabilimento bresciano.

L’altro giorno, insieme al sequestro dell’area industriale tra via Nullo e Milano, i tre hanno ricevuto una misura interdittiva. Sono tutti accusati di inquinamento ambientale, deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e disastro ambientale. In particolare, per aver aggravato la situazione dell’inquinamento sottostante allo stabilimento nel sistema di pompaggio per evitare che le sostanze inquinanti finissero nella falda sotterranea.

Nel corso degli interrogatori si chiederà loro conto anche di alcune frasi catturate dalle intercettazioni e in cui si parla di “far ricadere la colpa su qualcuno” per quanto riguarda proprio il sistema di pompaggio.

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