Anticorpi monoclonali, il Civile di Brescia è pronto a utilizzarli

Si attendono le istruzioni di Aifa. Sono un farmaco da somministrare prima che la malattia indotta si aggravi.

(red.) Questi primi giorni di febbraio a livello nazionale si continua a parlare degli anticorpi monoclonali anche dopo che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in senso generale ha dato il via libera. E per quanto riguarda il loro uso anche gli Spedali Civili di Brescia si dicono pronti a metterli in campo nella cura contro il Covid-19 sviluppato dall’infezione dal virus e delle sue varianti. Si tratta di anticorpi prodotti in laboratorio e simili a quelli sviluppati dai soggetti guariti o che si sono sottoposti al vaccino, ma non sono alternativi rispetto alla somministrazione della vaccinazione.

E su questo Francesco Castelli, a capo delle Malattie Infettive degli Spedali Civili di Brescia è chiaro. Infatti, se il vaccino serve a prevenire l’infezione, gli anticorpi sono invece utili per evitare che la malattia si aggravi. Per questo motivo non devono essere sottoposti ai soggetti in ospedale, ma nella fase iniziale alle categorie più a rischio che hanno scoperto a pochi giorni di distanza dal tampone di aver contratto il Covid-19.

Una soluzione, quella degli anticorpi, che permette ai soggetti di proteggersi subito dall’aggravamento della malattia senza dover finire in ospedale. Quindi, una forte riduzione della carica virale e anche della mortalità. Tuttavia, c’è da considerare che il loro costo è piuttosto alto e che serve il personale sanitario per somministrarli. In ogni caso, scegliendo le categorie che hanno bisogno, il direttore sanitario del Civile Camillo Rossi ha sottolineato che quando l’Aifa autorizzerà l’uso, gli anticorpi saranno impiegati anche dalla massima struttura cittadina.

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