Brescia, negli scavi di A2a sotto via Milano emergono reperti romani

Ieri la scoperta di due cippi miliari, una colonna e un'ara. Si studieranno le incisioni riportate sugli elementi.

(red.) Il sottosuolo di Brescia non è molto diverso da quello di Roma, considerando che la vecchia Brixia viene ritenuto il punto di riferimento storico principale dell’impero romano nel nord Italia. Per questo motivo, nel momento in cui si stanno svolgendo in questi primi giorni del 2021 dei lavori in via Milano per la sostituzione della rete fognaria e dei sottoservizi, il sito di cantiere viene monitorato dalla Soprintendenza. E ieri, martedì 12 gennaio, è stata scoperta una serie di elementi archeologici. In particolare, quattro reperti dell’epoca tardo romana, di cui due cippi miliari, una colonna e un’ara.

E su tre di questi elementi sono state trovate alcune incisioni che verranno studiate nel momento della pulizia. E’ la prima volta che vengono trovati cippi miliari – indicano la distanza in miglia – e già in passato sotto via Milano erano emersi reperti romani ed epigrafi funerarie. “Ecco il momento del ritrovamento dei tesori romani tornati alla luce durante i lavori di sostituzione della rete fognaria e dei sottoservizi lungo via Milano. Una scoperta unica, prima del genere in città – si legge in un post del Comune di Brescia su Facebook – si tratta di tre cippi miliari in pietra, su cui si leggono lunghe iscrizioni con titolatura imperiale e un’ara con iscrizione onoraria.

Su uno dei cippi, l’indicazione del numerale II, rimanda a due miglia, che corrispondono esattamente ai circa 2,8 km che separano il punto del ritrovamento dal cuore della città romana, l’area del foro e il Capitolium. I materiali sono stati recuperati e nelle prossime ore verranno spostati per essere puliti, studiati e restaurati. Su tutto il cantiere ‘Oltrelastrada’ è attivo un presidio archeologico coordinato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, che individuerà quanto prima lo spazio più adeguato per una corretta esposizione e valorizzazione dei reperti. Tutte le attività sono effettuate sotto la direzione scientifica di Serena Solano, funzionario archeologo dell’Ente”.

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