Badante ucraina scomparsa, ex fidanzato in silenzio davanti al giudice

Kadrus Berisa stamattina si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di convalida al gip.

(red.) Nel momento in cui l’altro giorno, mercoledì 11 novembre, è stato arrestato dopo essere stato fermato nella discarica di via Metastasio a Brescia, in città e così anche ieri, giovedì 12, di fronte a nuove prove, lui ha negato ogni accusa. Ma questa mattina, venerdì 13, il 60enne serbo Kadrus Berisa ha preferito rimanere in silenzio nell’interrogatorio di convalida davanti al giudice delle indagini preliminari. E potrebbe essere lui stesso a chiedere nei prossimi giorni di essere interrogato.

L’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Canton Mombello a Brescia, si è visto peggiorare la propria posizione indiziaria nel momento in cui è emerso che il sangue trovato sul tappeto di cui il 60enne si stava disfando era dell’ucraina badante 42enne Viktoriia Vovkotrub.

Ma non solo, perché altre tracce ematiche erano emerse nell’abitazione dell’uomo in via Primo Maggio e facendo pensare che sia quello il teatro del presunto delitto. L’uomo è accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, ma il corpo della donna, di cui non si hanno notizie da almeno una settimana, non è stato ancora trovato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.