Brescia, freddo non più un’emergenza per i senza tetto. Arriva un percorso

Da novembre parte un nuovo progetto: 107 posti con cui rieducare e assistere tutto l'anno i poveri indigenti.

(red.) Il freddo a Brescia per gli indigenti e senza tetto non sarà più un’emergenza. In pratica, non esisterà più l’idea di impiegare i mesi da novembre ad aprile per aprire i posti letto a chi ha bisogno nelle varie strutture cittadine, per poi concedere loro qualche piatto caldo e il congedo durante il giorno, ripetendo tutto daccapo ogni notte. E’ una vera e propria rivoluzione quella che arriva dal Comune di Brescia che dà vita a un’accoglienza più stabile e soprattutto nel corso dell’anno intero, 7 giorni su 7. Il nuovo servizio, che partirà a novembre, vedrà partecipare anche realtà del terzo settore, associazioni di volontari, operatori specializzati e anche i Comuni di provenienza dei senza tetto.

Il meccanismo prevede che agli indigenti venga proposto un percorso di rieducazione attivato dall’assessorato al Welfare di palazzo Loggia con 107 posti. Questi saranno divisi tra il dormitorio comunale Chizzolini di via Duca degli Abruzzi che ha 35 posti, il Rifugio Caritas di via Garzetta a Mompiano, il dormitorio San Vincenzo di contrada Sant’Urbano-via Gabriele Rosa, quello Pampuri di via Flero e dismesso, invece, quello di via Marchetti perché non più adeguato.

Il piano prevede anche che la Cascina Maggia possa essere di nuovo utilizzata per l’eventuale quarantena dei senza tetto risultati positivi al Covid-19. Ma saranno aperti per gli indigenti anche nuovi spazi in via Gabriele Rosa per 20 posti a chi presenta gravi condizioni di marginalità. L’intero sistema si potrà attivare attraverso l’Help Center di viale Stazione e prevede un costo di 350 mila euro all’anno, finanziato in parte dal Comune e anche da fondi europei. Come detto, la collaborazione dei Comuni di provenienza sarà importante, visto che dei 250 ospitati lo scorso inverno, solo poco più di un terzo era residente a Brescia città.

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