Brescia, il Golgi chiude alle 8 in punto. Trenta studenti restano fuori

E' successo ieri mattina. Diversi studenti sono arrivati un minuto dopo le 8 anche a causa dei trasporti pubblici.

(red.) Il nuovo anno scolastico iniziato nel bresciano da poco più di una settimana si delinea in un quadro ovviamente molto particolare a causa delle misure e disposizioni sanitarie da dover rispettare. Ma ieri mattina, martedì 22 settembre, si è assistiti a scene di protesta all’ingresso dell’istituto superiore Camillo Golgi di via Rodi a Brescia, in città. E’ successo un minuto dopo le 8 nel momento in cui una trentina di studenti che volevano entrare in classe per le lezioni si sono visti sbarrato l’accesso direttamente dalla dirigente Francesca D’Anna. Il motivo? Il ritardo di un minuto, visto che la scuola ha deciso in modo rigoroso di chiudere gli accessi a nuovi ingressi alle 8 e per consentire di svolgere le lezioni regolarmente.

L’unica condizione possibile di accesso dopo le 8 riguarda quanti hanno compilato una lista online per entrare alle 8,10. Ma la maggior parte degli studenti ha rimarcato come il ritardo fosse dovuto ai problemi dei trasporti pubblici tra caos e modifiche alla viabilità, senza dimenticare il rispetto della capienza. Tuttavia, nonostante due terzi degli studenti provengano dalla provincia, la dirigente è stata irremovibile, sottolineando anche che la zona è molto delicata e sensibile per lo spaccio di sostanze stupefacenti che spesso colpisce anche i ragazzi al momento dell’ingresso o uscita dalla scuola.

E la stessa preside ha invitato gli studenti, nel momento in cui si rendono conto che arriveranno in ritardo, anche se di pochi minuti, a contattare l’istituto. D’altro canto i circa trenta ragazzi che ieri sono rimasti fuori sono stati costretti a tornare a casa cercando di recuperare le lezioni. Un episodio che ieri pomeriggio, martedì, ha portato anche alle dimissioni del presidente del Consiglio d’Istituto Andrea Silvestri. Mentre i genitori degli studenti contestano l’eccessivo rigore e il fatto che gli stessi ragazzi spesso abbiano problemi nell’affrontare le lezioni a distanza a causa dei disguidi tecnici.

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