Referendum, vince il “sì”. A Brescia città 4 su 10 hanno votato per il “no”

Con la città anche a Temù, Salò e Gardone Riviera. Percentuali bulgare di sì a Marmentino, Bagolino e Collio.

(red.) Il territorio bresciano, in linea con il resto del Paese, ha votato per il “sì” al referendum con cui tagliare il numero di deputati e senatori. In particolare, sugli aventi diritto al voto, oltre 330 mila hanno scelto di confermare l’esito del referendum confermativo con una percentuale del 68,58%, mentre il “no” ha ottenuto il 31,42%. Ma, aldilà del fatto che in tutti i seggi dell’intera provincia ha vinto il “sì”, ci sono dei distinguo da fare. A Brescia città, infatti, la forbice tra favorevoli e contrari è stata più stretta, con il 60,61% che hanno votato “sì” rispetto a una media nazionale di oltre il 69%, mentre i “no” hanno ottenuto il 39,39%, cioè quattro su dieci rispetto a una media nazionale di poco più del 30%.

Di fatto in città sono stati più numerosi i contrati al referendum e trainati dal centro storico dove i seggi hanno registrato proprio questo dato. Per quanto riguarda il resto della provincia, a raccogliere numerosi “no” al taglio del numero dei parlamentari sono stati Temù con il 38,86%, seguiti da Salò e Gardone Riviera. Al contrario, percentuali decisamente bulgare a Marmentino, Bagolino e Collio dove il “sì” ha raggiunto e superato l’80%. Per quanto riguarda l’affluenza, se in città il dato ha viaggiato sul poco più del 50% rispetto a una media nazionale del 54%, a trainare sono stati ovviamente gli otto paesi in cui si votata anche per le amministrative e di cui i risultati si conosceranno solo oggi, martedì 22 settembre, con lo scrutinio iniziato stamattina.

E dopo il voto sul referendum di domenica 20 e ieri, lunedì 21, ci saranno delle modifiche nella composizione dei due rami del Parlamento che coinvolgeranno anche il territorio bresciano. Saranno 400 i seggi disponibili alla Camera e 200 al Senato, oltre a cinque senatori a vita. Gli eletti all’estero come deputati scenderanno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4, mentre gli eletti a rappresentanza dei bresciani passeranno da 13 a 10 (o 11) tra sette deputati e tre o quattro senatori.

In pratica, ci sarà una rappresentanza di un deputato ogni 151 mila abitanti rispetto all’attuale ogni 96 mila e un senatore ogni 302 mila abitanti rispetto all’attuale ogni 188 mila. Ma si dovrà intervenire anche sui collegi elettorali e sulla riforma elettorale. In ogni caso, si prevede che il taglio del numero dei parlamentari farà risparmiare fino a 285 milioni di euro in un’intera legislatura.

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