Brescia, ex dipendente infedele della Loggia deve risarcire 400 mila euro

Dopo aver patteggiato 2 anni e undici mesi nel processo ordinario, ora l'esito anche sul fronte del danno arrecato.

(red.) Secondo la procura regionale lombarda della Corte dei Conti, l’ex dipendente del Comune di Brescia Giandomenico Gangi avrebbe recato un danno di immagine, e non solo, nei confronti di palazzo Loggia durante la sua attività lavorativa. Per questo motivo l’ex dipendente infedele è stato ora condannato a risarcire oltre 400 mila euro al Comune per il quale lavorava. L’addetto era responsabile della Mobilità e del Trasporto pubblico negli uffici della Loggia, ma avrebbe messo in atto una serie di condotte illecite e rilevanti dal punto di vista penale.

Infatti, il suo nome era stato scritto nelle carte dell’inchiesta “Semaforo rosso” che aveva portato alla scoperta di una serie di appalti pilotati verso due aziende all’epoca in cui il sindaco era Adriano Paroli. L’indagine non aveva toccato la parte politica, ma quella amministrativa portando all’arresto dell’allora dirigente accusato di concussione, corruzione e turbativa d’asta. Nei suoi confronti era scattato il controllo da parte del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brescia e la Corte dei Conti si è mossa successivamente.

Sei anni fa, nel 2014, Gangi aveva patteggiato una pena a 2 anni e undici mesi di reclusione e ora per lui si è aperto anche un altro conto. Che la magistratura contabile conta nel danno da tangente per oltre 54 mila euro, un danno da disservizio per oltre 33 mila euro, un altro per non aver lavorato a favore dell’amministrazione e ben 300 mila euro come danno di immagine al Comune. Condannato anche alle spese legali, il sequestro conservativo dei beni che era scattato nei suoi confronti è diventato pignoramento.

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