Caffaro, 54 lavoratori rischiano il posto. Vertice a palazzo Loggia

Gli addetti sarebbero già stati avvisati della procedura di mobilità in anticipo. Così sale la preoccupazione.

(red.) Che la Caffaro Brescia, operativa nello stabilimento tra via Milano e Nullo in città, avrebbe chiuso i battenti e interrotto la produzione era già noto. Ma l’obiettivo di farlo, almeno su due anni successivi al 2020, è probabile che verrà anticipato. Per questo motivo, anche se ancora non c’è nulla di ufficiale, 54 lavoratori sono preoccupati per il rischio di perdere il posto e di non avere più uno stipendio. Per questo motivo, come dà notizia il Giornale di Brescia, i sindacati hanno chiesto e ottenuto da palazzo Loggia un vertice, in programma venerdì 7 agosto, per discutere della situazione.

E a quel tavolo saranno presenti l’assessore comunale all’Ambiente Miriam Cominelli e il direttore generale della Loggia Giandomenico Brambilla. I lavoratori sono preoccupati perché sarebbero già stati avvisati della procedura di mobilità da portare avanti. L’intera situazione era partita lo scorso ottobre e novembre quando il reparto clorato e la produzione erano stati fermati con un’ordinanza per motivi ambientali. E in quell’occasione la Caffaro Brescia aveva fatto intendere, dopo un ricorso al Tar, che se l’esito fosse stato negativo la procedura di dismissione sarebbe stata più rapida.

In effetti lo scorso 19 giugno il Tar ha dato torto all’azienda imponendo ancora lo spegnimento dei macchinari e così è stato. Ma i lavoratori hanno comunque continuato a raggiungere il sito produttivo, occupandosi della manutenzione degli impianti e smaltendo periodi di ferie, anche in questo periodo di emergenza sanitaria. Ma di fronte al rischio della dismissione totale in anticipo rispetto ai tempi, gli addetti sono preoccupati. Per questo motivo dal vertice di venerdì potrebbe giungere l’indicazione di chiedere all’azienda di continuare a impiegare i dipendenti come presidio di sicurezza e le prime fasi della bonifica.

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