Cnh, confermati investimenti Iveco. Ma con un anno di ritardo e condizioni

Ieri durante un incontro al Mise il gruppo ha fatto respirare gli addetti. Ma chiede determinate condizioni.

(red.) Dall’incontro in teleconferenza che si è svolto ieri, mercoledì 29 luglio, alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico per quanto riguarda la Cnh Industrial e gli investimenti sullo stabilimento Iveco di via Volturno a Brescia e su Lecce, sono arrivate notizie positive. Infatti, durante il confronto che ha visto partecipare i rappresentanti del gruppo e i sindacati, con la mediazione del Mise, è emerso che Cnh conferma il piano di investimenti dopo l’accordo dello scorso 10 marzo. E quindi i 2 mila addetti di via Volturno si dicono più soddisfatti dopo che nelle settimane precedenti il gruppo aveva parlato di uno stop a causa delle conseguenze derivanti dalla pandemia da Covid-19.

Quindi, via libera a 85 milioni di euro di investimenti previsti dal 2020 al 24 sull’Iveco e una linea di elettrificazione. Ma il piano, seppur confermato, partirà con un anno di ritardo rispetto al previsto. E lo stesso gruppo Cnh, annunciando questo, chiede anche una serie di condizioni. “Condizione essenziale per la realizzazione degli impegni da parte dell’azienda è l’adattamento di alcune regole del contratto di solidarietà alla nuova situazione di mercato – dicono da Cnh – dovuta alla pandemia e ai suoi effetti sulla marcata fluttuazione dei volumi, in un contesto di livelli produttivi già notevolmente inferiori ai precedenti”. E quindi la richiesta di computate le ore di riduzione del lavoro per l’intera durata del contratto e non a livello mensile. Non solo, perché Cnh annuncia anche di voler riqualificare la forza lavoro con figure professionali da cercare all’esterno, mentre si parla anche di 30 mesi di contratto di solidarietà invece dei due inizialmente annunciati.

Una notizia, quella degli investimenti confermati, che soddisfa in parte i sindacati. “Ma esprimiamo preoccupazione per la dilatazione dei tempi poiché è fondamentale, per gestire l’impatto sull’occupazione, il rispetto dei tempi dell’accordo del 10 marzo scorso e su questo occorre un maggiore impegno da parte aziendale. Gli strumenti di investimento messi in campo nel decreto rilancio possono essere utilizzati in questo senso. Il Ministero del Lavoro – si legge in una nota congiunta delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil – ha dato una mera disponibilità a valutare una modifica del contratto di solidarietà nell’ambito della più complessiva attesa riforma degli ammortizzatori sociali, ma senza fornire nessuna risposta impegnativa. Più attento si è invece mostrato il Ministero dello Sviluppo economico assumendosi l’impegno a seguire la vertenza e a coinvolgere, al prossimo incontro di settembre, tutti i soggetti che dovranno pronunciarsi sulla normativa del contratto di solidarietà.

A Brescia il processo di elettrificazione richiederà l’inserimento di nuove professionalità, oltre che rilevanti azioni di formazione per il personale in forza utilizzando gli incentivi previsti dalla normativa regionale e nazionale. Il sindacato ritiene un passo importante il fatto che CNH Industrial abbia sciolto le riserve e confermato gli impegni assunti che dovranno trovare compimento nei singoli stabilimenti. Il sindacato ha chiesto che i prossimi incontri siano svolti in presenza e che oltre al Mise ci sia la diretta partecipazione della ministra del Lavoro. Si chiede al Governo di intervenire sul contratto di solidarietà, così da consentire in questo caso come in numerosi altri di scongiurare gli esuberi e di preservare l’occupazione. Occorre però, a partire dal prossimo incontro, che tutti facciano la propria parte e che si entri nel merito delle tempistiche dell’accordo. L’accordo di marzo, gli scioperi e le manifestazioni indette in tutti gli stabilimenti dei giorni scorsi e il confronto continuo con l’azienda hanno permesso la ripresa proficua del tavolo al Mise.

Siamo consapevoli che restano da affrontare problematiche rese particolarmente difficili dal periodo di emergenza che stiamo attraversando – continua la nota – ma siamo anche fiduciosi che la conferma degli investimenti possa costituire la premessa per la tutela dell’occupazione. Il confronto in corso sul piano industriale e occupazionale di CNH è un banco di prova per tutti a partire dalle politiche del governo per uscire dalla crisi attraverso l’innovazione negli investimenti, ammortizzatori sociali e formazione per garantire la transizione. Per questo motivo chiediamo la partecipazione al prossimo incontro di settembre dei ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico”. Soddisfazione è stata espressa anche dalle istituzioni bresciane, con il prefetto Attilio Visconti che ha scritto ai ministri Nunzia Catalfo e Stefano Patuanelli per garanzie sulla disponibilità di ammortizzatori sociali e la riforma del contratto di solidarietà. Commenti positivi anche dal sindaco Emilio Del Bono e dalla Provincia che avevano partecipato allo sciopero degli addetti di Iveco, manifestando loro la vicinanza della città e dell’intero territorio.

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