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Post emergenza Covid, Loggia rischia di più sulle risorse in cassa

Secondo uno studio dell'Università di Bologna, Brescia potrebbe avere da un quarto a un terzo di meno risorse.

(red.) Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 15 luglio, in occasione di un webinar, è emerso un grande motivo di preoccupazione sulle conseguenze che la pandemia da Covid-19 potrebbe provocare nei bilanci comunali, a partire da quello di Brescia. Tanto che da uno studio presentato proprio ieri dal professore Emanuele Padovani dell’Università di Bologna e di cui riporta il Giornale di Brescia, si sottolinea come Brescia città potrebbe subire le conseguenze peggiori addirittura rispetto al livello nazionale. E quindi da città più colpita sul fronte sanitario, rischia di rimanere seriamente danneggiata anche dal punto di vista economico.

Considerando anche che quest’anno la Loggia potrebbe “salvarsi” grazie al dividendo staccato dalla controllata A2a. Il rischio concreto, insomma, è che la mancanza e insufficienza di risorse, se non ci saranno interventi a livello regionale e nazionale, possa allungarsi fino al 2021. Lo studio presentato durante il webinar tiene conto di 55 parametri e come risultato è emerso che, nella migliore delle ipotesi, la Loggia si troverebbe con un quarto in meno di risorse. Con il rischio, in caso di condizioni peggiori, di avere fino al 27% in meno o addirittura quasi un terzo in meno delle risorse nello scenario più “pesante”, nel momento in cui i cittadini dovessero aver bisogno di altri aiuti, ma non fossero in grado di pagare tasse e imposte.

Senza dimenticare che il rischio, come riporta ancora il quotidiano bresciano, potrebbe proiettarsi sul 2021 se l’importo della cedolare di A2a non dovesse essere troppo soddisfacente e positiva. Dallo studio è anche emerso che gli enti locali più piccoli saranno meno penalizzati, mentre la crisi di liquidità inciderà di più in quei paesi, soprattutto virtuosi, che punteranno sugli investimenti e che al contrario dovranno ridurli per forza di cose. Dallo studio emerso ieri si è verificato che lo scenario che si è aperto dopo la pandemia non riguarda un semplice calo della fiducia, ma un vero e proprio cambio strutturale tra domanda e offerta.

Sempre dal punto di vista economico, dai numeri della Banca d’Italia riportati ancora dal Giornale di Brescia si parla di come i depositi di risparmio siano aumentati, di fronte a un continuo calo di consumi per i timori verso il futuro. E questo, nonostante la Camera di Commercio di Brescia segnali – ieri in Loggia durante un incontro con i consiglieri – come le imprese abbiano bisogno di liquidità e il sistema in generale di superare questo periodo di emergenza.

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