Fase 3 per Brescia, il sindaco a Bresciaoggi: “Sistema sanitario da rivedere”

Il primo cittadino intervistato dal quotidiano bresciano a tutto tondo su come è stata affrontata l'emergenza.

(red.) Nonostante il rialzo dei numeri del contagio in provincia di Brescia, ma a fronte anche di un maggiore numero di tamponi processati, il nostro territorio è entrato, come il resto d’Italia, nella terza fase lasciandosi in qualche modo alle spalle (ma senza dimenticare) l’emergenza sanitaria e proiettandosi adesso verso il rilancio economico. Come sta vivendo Brescia città questo periodo e come si è visto il momento drammatico dei due mesi di piena emergenza da pandemia? Il sindaco Emilio Del Bono, intervistato da Bresciaoggi, si è espresso a tutto campo su questi temi. A partire dal criticare la mancanza di solidarietà tra regioni diverse nel momento del bisogno.

Un esempio su tutti, il fatto che a fronte della mancanza di posti letto in terapia intensiva negli ospedali lombardi, diversi pazienti siano stati trasferiti al sud, se non addirittura in Germania e senza poter contare sul Veneto. Un elemento evidenziato dal primo cittadino sottolineando anche come i medici avessero scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella proprio per sollevare questa questione. Il sindaco Del Bono parla anche del contributo da 200 milioni di euro inserito nel decreto Rilancio e diretto alle province più colpite dall’emergenza, quindi Brescia compresa. E contesta il fatto che altre amministrazioni italiane abbiano voluto cercare di ambire a una fetta di quelle risorse.

Il primo cittadino, interpellato dal quotidiano bresciano, ha sollevato anche la questione del rapporto tra lo Stato e le Regioni evidenziando come ci sia il bisogno di intervenire sulle competenze, soprattutto sanitarie per far fronte a una realtà che vede venti sistemi sanitari diversi. E la Lombardia? “Ha mostrato i suoi limiti soprattutto a livello di medicina territoriale, la grande assente – dice il sindaco – ma sulla necessità di metterci mano credo che anche nel centrodestra siano d’accordo”. E sottolinea anche come in alcune linee di indirizzo sempre a livello sanitario anche il primo cittadino debba essere sentito. Tornando su cosa potrebbe non aver funzionato in Lombardia, la regione più colpita con il maggiore numero di decessi, contagiati e nuovi casi positivi, il primo cittadino parla in particolare della scarsità di tamponi, ma lancia anche qualche frecciata alla Protezione Civile che sarebbe stata “carente”.

Il primo cittadino interviene anche nel tema dei pazienti dimessi dagli ospedali, ma non guariti e portati nelle case di riposo come stabilito da una delibera regionale. “Che non fossero idonee era evidente a chiunque conosca queste strutture. Una scelta figlia dell’idea dell’ospedale diffuso” ha aggiunto il sindaco. Sul fronte cittadino, invece, al quotidiano bresciano parla di “eccesso di euforia” di fronte a quelle immagini di piazza Arnaldo piena e con gente senza mascherine e che hanno fatto il giro d’Italia. Ma allo stesso tempo il sindaco sottolinea come l’ordinanza per obbligare a consumare solo stando ai tavoli verrà rivista per non indurre troppi danni ai commercianti già penalizzati da tre mesi di lockdown.

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