Piazza Arnaldo, vertice in prefettura: verso numero chiuso e steward

Domani si riunisce Comitato dell'ordine pubblico e sicurezza. Si dovrà valutare anche situazione al Carmine.

(red.) Quelle immagini sono state come un pugno nello stomaco verso quei medici e infermieri che negli ospedali della provincia e della città tra le più colpite dal coronavirus, come Brescia, stanno curando i pazienti contagiati dal Covid. Gli assembramenti e i molti presenti senza mascherina venerdì sera 22 maggio in piazza Arnaldo hanno ricevuto una serie di critiche anche a livello nazionale, tanto da indurre il sindaco Emilio Del Bono per sabato e ieri a far chiudere i locali, vie vicine comprese, alle 21,30. La sensazione manifestata dagli stessi gestori e non pensare che nell’arco di una sera si sarebbe riversata in piazza così tanta gente, come se fosse un venerdì qualsiasi e nonostante la pandemia. Per questo motivo domani, martedì 26 maggio, il prefetto Attilio Visconti – che ha bocciato e contestato i giovani presenti per la scarsa responsabilità – ha convocato un tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Saranno presenti membri del Comune, della prefettura e della questura per capire come muoversi nei prossimi fine settimana. Anche perché, tra i numerosi casi di scarsa responsabilità di venerdì sera, due agenti della Polizia Locale sono stati aggrediti. La soluzione che si sta facendo strada è quella di abolire la chiusura dei locali alle 21,30, ma concedere ingressi solo a numero chiuso e con la presenza di forze dell’ordine, steward pagati dai titolari dei locali e conta-persone. Ma nell’arco del vertice di domani si dovrà anche capire come gestire l’ordine pubblico tra quanti vorranno entrare nella piazza e come muoversi nelle vie vicine. Un altro problema riguarda il fatto che piazza Arnaldo ad accesso limitato e con maggiori controlli potrebbe portare molti a riversarsi al Carmine.

Nel frattempo, aldilà di sabato sera in cui il maltempo è stato complice nel non far affluire troppa gente in piazza Arnaldo, anche ieri sera, domenica 24 maggio, nonostante il sole e il caldo, era semivuota. Di certo l’eco di quanto accaduto 48 ore prima si è fatta sentire, insieme al fatto che molti avrebbero preferito evitare per non finire di nuovo sotto i riflettori. E anche i gestori dei locali stessi (tra loro non manca chi parla di scarso dialogo tra gli stessi titolari) hanno abolito la vendita d’asporto in attesa del vertice di domani. Sui fatti del piazzale, non sono mancate altre critiche politiche dopo quelle di Forza Italia. L’assessore lombardo in quota Lega Fabio Rolfi ha sostenuto che “chi critica da mesi la Regione Lombardia ha dimostrato di non saper gestire nemmeno una piazza. La responsabilità di quanto accaduto venerdì sera in piazzale Arnaldo è del Comune di Brescia e non degli esercenti.

Chi gestisce un locale non deve fare il poliziotto e soprattutto non deve essere costretto a subire gli effetti dell’incapacità gestionale dell’Amministrazione comunale. Bastava contingentare gli accessi, come succede per i mercati, garantendo la presenza della Polizia locale per evitare assembramenti nei punti di ingresso. Gli esercenti sono stati colpiti duramente da questi mesidi lockdown enon possono anche subire ulteriori costi e limitazioni sugli orari. Ancora una volta chi gestisce il Comune di Brescia ha dato una cattiva immagine della città a livello nazionale e ha dimostrato la propria ideologia anti impresa punendo i gestori dei locali”. Ma la scarsa responsabilità non ha riguardato solo piazza Arnaldo. Infatti, ieri pomeriggio, domenica 24 maggio, sono stati numerosi quelli che hanno infranto l’ordinanza del primo cittadino sul divieto di usare giochi e piastre sportive nei parchi. A Campo Marte, per esempio, c’è chi ha persino strappato il nastro bianco e rosso per giocare o fare attività sportiva in luoghi vietati.

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