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Modena: “Io resto” di Michele Aiello anticipa la programmazione di “A tutto Schermo”

Il documentario racconta la prima ondata della pandemia da coronavirus nelle corsie dell'ospedale Civile di Brescia.

(red.) Giovedì 4 novembre alle 21 al Cinema Truffaut di Modena alla presenza del regista Michele Aiello sarà proiettato Io resto, che racconta come una piccola squadra di telecamere sia entrata nelle corsie dello Spedali Civili di Brescia, mentre drammaticamente si stava verificando il primo picco pandemico di Covid-19 a marzo 2020. Una testimonianza lucida e partecipata per dare voce ai pazienti e al personale sanitario, in prima linea nella battaglia contro il Covid. Un modo per mostrare dalle più diverse angolazioni il rapporto tra medici, infermieri e pazienti. L’unico, forse, capace di sopperire all’isolamento delle persone affette dal virus. Un delicato esercizio di osservazione, che coglie, con rispetto, l’instaurarsi di nuove relazioni tra pazienti e personale sanitario, rese necessarie dalla pandemia, e che mostrano il bisogno comune di calore umano. Il film entra in empatia con le paure dei malati e con l’ascolto professionale ma accorato di medici e infermieri, rimanendo in una dimensione intima, lontana dal voyeurismo, dall’apologia dell’eroismo e da un’angosciosa rappresentazione mediatica.
Il documentario, prodotto da Michele Aiello con Luca Gennari e ZaLab, in collaborazione con RCE Foto Verona e Comune di Brescia, è stato presentato in prima mondiale a Vision du Reél e ha il vinto la 17a Biografilm Festival – International Celebration of Lives e l’Ortigia Film Festival come miglior documentario.

 

Io resto anticipa la programmazione di “A tutto Schermo”, la rassegna promossa dalla Rete degli Spettatori, per portare nelle sale una selezione attenta di 8 documentari italiani e internazionali, che si svolgerà dal 15 novembre al 20 dicembre in giro per l’Italia.
A selezionare i documentari di “A tutto Schermo”: Valerio Jalongo, Paola Casella, Fabrizio Grosoli, Emanuele Rauco e Lorenzo Dionisi. Individuare documentari che potessero illustrare la varietà, la profondità e la bellezza degli approcci che i cineasti italiani e stranieri hanno nei confronti del cinema del reale è stato il primo criterio scelto. Obiettivo condiviso per portare il cinema e la cultura dove non arrivano, creando uno spazio sempre maggiore per il cinema indipendente e per il documentario in particolare.

Io resto di michele aiello
Io resto di michele aiello

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