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Brescia, la Caffaro costruirà la barriera idraulica

Accordo, ancora da trascrivere, per la costruzione di due nuovi pozzi nel Sin di via Milano. Un modalità che permetterà, in parte, di accorciare i tempi per il risanamento.

(red.) Sarà la Caffaro Brescia a ripristinare la barriera idraulica anti veleni del Sin di via Milano. Non solo l’azienda interverrà a sistemare la struttura già esistente, ma realizzerà anche due nuovi pozzi per l’estrazione delle acque sotterranee e per fermare il viaggio degli inquinanti che hanno già raggiunto la zona Sud Est della città.

Lo riferisce Il Giornale di Brescia: nella giornata di martedì dal vertice tra legali dell’azienda e Procura e Ministero della Transizione ecologica è stato siglato l’accordo “verbale” che verrà poi trascritto nei prossimi giorni  in accordo con il  commissario straordinario per il Sin, Mario Nova che dovrà stralciare dal testo del bando per la bonifica la parte relativa alla bonifica della barriera idraulica, di cui, appunto, si occuperà la stessa Caffaro Brescia.

A breve l’accordo verrà ufficializzato: esso prevede che l’azienda realizzi subito (e non, come in precedenza ipotizzato, nell’arco di due anni) due pozzi per il campionamento delle acque, così da accorciare i tempi, questa la tempistica ipotizzata, in 18 mesi, per un costo complessivo di 3 milioni di euro.

Quindi si passerà allo smantellamento degli impianti ancora presenti nel sito, ma non più in funzione, che durerà, secondo il cronoprogramma, altri due anni. Si tratta di movimentare 50mila metri cubi di macerie, che verranno sia recuperate sia smaltite.

Nella seconda parte della bonifica verrà eseguito un “test pilota” e  un’indagine integrativa.

Verrà escavato lo strato più superficiale (fino a 6 metri di profondità) trattato con  soil washing (una tecnica di bonifica che prevede il recupero della parte pregiata del mezzo attraverso un processo di separazione fisica dell’inquinante), mentre le altre zone del sito verranno messe in sicurezza.

Per quanto concerne poi la barriera idraulica, l’intervento prevede una fase di ottimizzazione, quindi una minore necessità di prelievo d’acqua e, infine, come detto, la realizzazione di nuovi pozzi e di una nuova barriera per il trattamento della portata di acqua che passerà dagli attuali 800 metri cubi all’ora a 120 metri cubi all’ora.

Come aveva annunciato il commissario straordinario Mario Nava, la bonifica completa del sito industriale dovrebbe concludersi in 10 anni.

 

 

 

 

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