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Alberti (M5S): “Bonifica Caffaro, servono competenze vere e decisioni rapide”

(red.) «Passano gli anni, cambiano le stagioni, i figli crescono, ma l’area Caffaro resta sempre lì così com’è, terribilmente inquinata quasi come fosse il primo giorno, senza che nulla cambi mai». E’ sarcastico il consigliere regionale del M5S, Dino Alberti, riferendosi all’ultimo episodio legato ai ritardi sulla bonifica. «Tramite una richiesta di accesso agli atti ho recuperato il verbale del tavolo del 18 maggio tenutosi tra le parti interessate che ha dimostrato ancora una volta quanto lento è l’iter per la bonifica del Sin (Sito di interesse nazionale). Oltre a questo, ciò che emerge dal verbale è una condivisa consapevolezza che l’attuale barriera idraulica è totalmente insufficiente e che il piano operativo di bonifica partorito con tanta fatica non sa porre rimedio a questo. Emblematica è la frase attribuita a Elisabetta Confalonieri, direttore generale ambiente e clima della Regione: in ogni caso si rimarrà senza un nuovo barrieramento per almeno un anno. In altre parole, si salvi chi può! Dopo aver atteso tanti anni non sono più accettabili altri errori soprattutto se in tutto questo tempo si sono ignorate a priori critiche e osservazioni. Ora devono essere prese contromisure».

«Bene quindi il fatto che tutti i soggetti interessati valutino favorevolmente l’iniezione di sostanze riducenti per abbattere il cromo VI e questo fa ulteriormente capire che vi sia piena consapevolezza dell’insufficienza della barriera idraulica già oggi. Al tempo stesso sconvolge però il fatto che nel piano di bonifica non fosse stata contemplata da subito questa attività, come se il cromo VI si volatilizzasse da solo. E infatti nel POB, il Piano Operativo di Bonifica, si parla solo di iniezione di composti ossidanti che servono a bloccare altri contaminanti come i composti clorurati ma che entrerebbe in contrasto con l’azione delle sostanze riducenti annullandosi reciprocamente. Di questa cosa, ora si dovrà tenere conto».

Alberti torna a criticare il commissario uscente Moreni: «Anche il custode giudiziario del sito Caffaro, Luciana Distaso, credo la pensi alla stessa maniera. Il riferimento è al fitto scambio di lettere tra lei e Moreni. Continui solleciti da parte della Distaso che da inizio anno chiedeva al commissario di accelerare le pratiche e di scorporare la questione della barriera idraulica dall’intero pacchetto della bonifica perché si potesse risolvere subito la questione. Dalle prime risposte di Moreni sembrava si andasse verso la soluzione dello stralcio della barriera dal bando salvo poi, di punto in bianco, sostenere l’esatto contrario rimandando ogni intervento sulla barriera, al bando di gara europeo e quindi non prima del 2022. Mi chiedo se alla luce degli infiniti ritardi già accumulati e delle continue segnalazioni di criticità, abbia ancora senso questo continuo procrastinare».

Spiega il consigliere regionale dei 5 Stelle: «Nei mesi scorsi una società che effettua biorisanamento mediante iniezioni di composti naturali e batteri in grado di ridurre il cromo VI nel meno impattante cromo III, aveva avviato un confronto con il comune di Brescia e il commissario Moreni per giungere a una sperimentazione della propria tecnologia. La tecnologia sviluppata da questa azienda sarebbe in grado di agire anche sui composti clorurati risolvendo così il problema del conflitto tra sostanze riducenti e ossidanti. Sono passati mesi e nulla di tutto questo è stato fatto. Il commissario Moreni si vanta del fatto che dall’anno scorso sono stati attribuiti a tutti i commissari straordinari i poteri a suo tempo conferiti per la ricostruzione del Ponte Morandi, tra cui la possibilità di derogare al codice degli appalti. Che Moreni abbia i super poteri, sinceramente nessuno se ne è accorto».

«Da sempre sono convinto che l’approccio basato sul commissario straordinario ingaggiato a “tempo perso” e senza remunerazione ma con poteri straordinari sia un modello totalmente fallimentare. E se il commissario uscente Moreni non verrà certo rimpianto, dal suo successore non mi aspetto nulla di più e, spero, nulla di meno. La bonifica dell’intero Sin Caffaro necessita di un team di persone competenti altamente specializzate e soprattutto retribuite. Non so cos’altro serva a far capire che tutto questo non è un gioco ma un lavoro di estrema responsabilità da cui dipende la vita di un’intera città».
«Io intanto – conclude Alberti -, come da sempre faccio, non mi fermo e continuo a sollecitare Ministero e Regione Lombardia perché si arrivi il prima possibile a mettere in campo tutte le soluzioni e le risorse disponibili per andare nella direzione di risolvere il disastro ambientale chiamato Caffaro».

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